L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 7 gennaio 2016

Libia la Nato organizzazione difensiva aggredisce il popolo libico, il neo-colonialismo occidentale non vuole aiutare il legittimo governo di Tobruk



Pubblicato il 6 gennaio 2016 

IMMINENTE INTERVENTO DELLA NATO IN LIBIA 

L'avanzata dell'Isis e il controllo dei pozzi petroliferi sono la causa di un nuovo intervento USA-NATO in Libia. 


L'eredità dell'intervento NATO del 2011 in Libia è un paese devastato da guerre tribali, in cui gruppi terroristi uccidono, distruggono e saccheggiano. Nonostante ci sia stato un accordo per creare un governo di unità nazionale, la situazione in Libia resta tesa e l'occupazione di alcuni pozzi di petrolio da parte dell'Isis, sembra aver causato la decisione della NATO di intervenire militarmente al più presto. Una coalizione composta principalmente da soldati provenienti da USA, Francia, Italia e Regno Unito attaccherà prossimamente le postazioni dei terroristi con forze di terra e bombardamenti. 

Una decisione unilaterale 

Il nuovo governo libico non è affatto d'accordo sull'eventualità di un intervento armato della NATO nel paese; inoltre la coalizione opererebbe senza l'autorizzazione dell'ONU, il che renderebbe tecnicamente illegale l'invio di truppe in Libia. Aprire un nuovo fronte di guerra da parte dell'occidente potrebbe causare disastri anche maggiori di quelli già avvenuti in Iraq e Siria. Nonostante secondo il portavoce del ministero della difesa britannico siano già stati individuati gli obiettivi da colpire, resta il dubbio di impantanarsi in un lungo conflitto, in cui solitamente i civili pagano il prezzo più alto. Ad ogni modo nelle prossime settimane probabilmente la NATO ricomincerà ciò che aveva sospeso dopo la morte del leader libico Gheddafi pochi anni fa. 

Il punto di vista della Russia 

Alla vigilia del nuovo anno il ministero degli esteri russo ha accusato gli Stati Uniti di voler combattere una "guerra fasulla" contro l'Isis come quella in Siria, dove autocisterne piene di petrolio rubato dai terroristi hanno attraversato indisturbate il confine turco per mesi. Secondo il Cremlino, in Libia potrà ripetersi ciò che è già accaduto in altri paesi del Medio Oriente, violare la sovranità di uno stato che non ha richiesto espressamente nessun intervento, e oltretutto senza il permesso dell'ONU. Il parere del presidente russo Putin è che "gli USA invece di combattere davvero l'Isis, lo usano per i propri scopi geopolitici". 

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