L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 7 gennaio 2016

Libia, solo aiutando il governo legittimo di Tobruk si aiuta il popolo libico, ma questo subisce l'imbarco di armi da parte dell'occidente

LIBIA: RESPINTI GLI ATTACCHI DELL’ISIS CONTRO I SITI PETROLIFERI, MA IL QUADRO RESTA CRITICO

    di  .  Scritto  il  7 gennaio 2016  alle  7:41.

Diversi depositi di greggio hanno preso fuoco come conseguenza di scontri tra jihadisti dell’Isis e guardie delle installazioni petrolifere ad al-Sidra. La notizia è stata confermata dalla Compagnia nazionale del petrolio (Noc) secondo cui i depositi a fuoco sono quattro.
libiapetrolio
Il rappresentante dell’Onu in Libia è partito dagli ultimi sviluppi per chiedere ancora una volta la rapida formazione di un governo di unità nazionale così come pattuito a dicembre da alcuni degli attori della crisi libica riuniti in Marocco.
L’Isis – che controlla da alcuni mesi Sirte – sta cercando di allargare la sua sfera di influenza e nei giorni scorsi ha saggiato le difese delle installazioni petrolifere di al-Sidra e di Ras Lanuf. I combattimenti – tenuti lunedì e martedì – hanno causato morti da una parte e dall'altra ma il bilancio non è verificabile con fonti indipendenti. Le guardie delle installazioni hanno ricevuto appoggio aereo da parte di Fajr Libia, la coalizione di milizie che controlla Tripoli.
Sui media libici la notizia degli attacchi dell’Isis è stata accompagnata da testimonianze di persone che avrebbero confessato il coinvolgimento in diversi attentati avvenuti a Tripoli e la testimonianza di donne che sarebbero state convertite al jihad attraverso i social network e convinte a trasferirsi a Sirte dove poi avrebbero spostato combattenti jihadisti di varie nazionalità.
La Libia è il paese africano che vanta le più ricche riserve di petrolio, ma la produzione che nel 2011 ammontava a 1,6 milioni di barili al giorno e scesa di un terzo.

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