L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 9 gennaio 2016

Libia, strategia completamente sbagliata, bisogna partire da Tobruk il governo legittimo riconosciuta da tutti prima di dicembre 2015


Libia: Gentiloni, si stabilizza se nasce governo





"Non ci sono soluzioni semplici" ma "la Libia può stabilizzarsi se nasce un governo di unità nazionale che poi ha titolo a chiedere all'Italia e ad altri altri Paesi un sostegno sul piano della sicurezza": è questa la strada da percorrere, secondo il governo italiano, per venire a capo della crisi in corso nel Paese nordafricano, a poche centinaia di chilometri dalle coste italiane. "Non ci sono soluzioni semplici", ha riconosciuto il responsabile della Farnesina, ai microfoni radiofonici della Rai diRadio Anch'io, ma occorre "tenere la barra diritta ed evitare azioni precipitose: la Libia non è una palestra per esibizioni muscolari", ha detto rispondendo a chi sollecita un intervento militare. Gentiloni ha ricordato che nel mese di dicembre "si e' aperto uno spiraglio di speranza. Ma sempre -ha proseguito- quando si raggiungono intese e si creano le basi per situazioni piu' stabili, ci sono sia forze che si oppongono. La risposta - ha concluso - è molto semplice anche se tutt'altro che facile: andare avanti nel percorso deciso nella Conferenza di Roma, nell'accordo in Marocco e con la risoluzione Onu. Ogni giorno che si perde nella nascita di un governo, che mi auguro veda la luce a breve, è qualche spazio in più che si lascia a Daesh".
Ieri due attentanti hannos convolto la Libia. I jihadisti dello Stato islamico (Isis) hanno rivendicato l'attacco suicida messo a segno contro un checkpoint al centro petrolifero di Ras Lanuf, 350 chilometri a Sud-Ovest di Bengasi, costato la vita a sei persone. In un comunicato diffuso su internet, l'Isis ha precisato che l'attacco è stato messo a segno da un combattente straniero alla guida di un'autobomba. In un altro comunicato, l'Isis aveva già rivendicato l'attentato compiuto sempre ieri a Zliten contro un centro di polizia, costato la vita a decine di persone. Nella nota i jihadisti hanno dichiarato che il camion bomba era guidato da un tunisino, identificato con il nome di battaglia Abu Yakin Tunisi, stando a quanto riportato dal Libya Herald.

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