L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 gennaio 2016

Milano elezioni, il brillante Sala viene spinto a destra, sinistra e nei meandri cattolici del potere&soldi

La Velina/ Forza Italia “vota” Balzani. E i liberal vogliono Sala
Ma che sta succedendo in quello che è stato più volte definito “il laboratorio politico d’Italia?”. A Milano la fase precampagna elettorale che s’inaugura con le primarie del prossimo 7 febbraio sembra aver attivato un cortocircuito in cui non si comprende più chi stia con chi, né gli schieramenti...
LA VELINA, LA RUBRICA DI PAOLA BACCHIDDU

Giovedì, 7 gennaio 2016



Ma che sta succedendo in quello che è stato più volte definito “il laboratorio politico d’Italia?”. A Milano la fase pre-campagna elettorale che s’inaugura con le primarie del prossimo 7 febbraio sembra aver attivato un cortocircuito in cui non si comprende più chi stia con chi, né gli schieramenti.

Dopo gli innumerevoli esami del sangue al candidato dato vincente, Giuseppe Sala, sulla sua appartenenza alla sinistra; dopo l’incognita di Sel, che ancora non ha sciolto la riserva sul suo sostegno al candidato del Pd; anche il centro-destra sembra preparare strategie che non possono prescindere dal Commissario Expo. Strategie, a dir la verità, più votate alla disperazione che a colpi di genio machiavellici. 

Le solite veline, che tutto sanno e poco capiscono, riferiscono ad Affaritaliani.it Milano infatti che diversi esponenti di liste civiche collegate al centro-destra, e in particolare alla Lega, meditano la brillante idea di presentarsi al voto alle primarie (apripista Scelta Civica con le dichiarazioni pubbliche di Zanetti a favore di Sala, per non parlare dell’ex Ministro Lupi di Ncd). 

Il colpo di genio, in attesa che la loro area politica partorisca finalmente un candidato, è quello – se non si può vincere – almeno di depotenziare quello del centro-sinistra. E allora che fare? Andare a votare la Balzani, competitor di Sala, ritenuta meno forte (ma sarà poi così?) e quindi più facile da sconfiggere quando partirà la vera campagna elettorale. Noti esponenti di Forza Italia del consiglio comunale, oggi all’opposizione, sembrerebbero aver giurato di volersi presentare di persona a firmare la dichiarazione di voto del partito democratico, pur di cercare di far perdere Sala. Ma la confusione trova il suo apice in una mossa parallela e contraria, dell’area liberal della città. 

Un elettorato moderato, che ha in gran parte come riferimento il bacino cattolico (Comunione e Liberazione innanzitutto, ma anche alcuni esponenti dell’Opus Dei e della lista Noi per Milano), che non disdegnerebbero di avere Sala come primo cittadino, tanto da recarsi personalmente alle urne delle primarie del Pd, per esprimergli il loro sostegno. Un noto esponente del Pd milanese, off the record, confessa che l’epic fail è stato fatto quando si sono scritte le norme che regolano il voto. Tali da non costringere a chiedere l’esame del sangue proprio a nessuno di coloro che vorrà esprimersi alle urne il 7 febbraio. I giornali parlano da mesi di “partito della nazione”, ma qui è diventato qualcosa di più: il partito della fantascienza. 

Riceviamo e pubblichiamo

Caro Direttore,
la Velina di oggi su Affaritaliani Milano riporta un'informazione errata, almeno per quanto riguarda la posizione della lista civica NoixMilano, da me fondata insieme a molti milanesi.

Il pezzo per così dire "incriminato" sarebbe il seguente:

Un elettorato moderato, che ha in gran parte come riferimento il bacino cattolico (Comunione e Liberazione innanzitutto, ma anche alcuni esponenti dell’Opus Dei e della lista Noi per Milano), che non disdegnerebbero di avere Sala come primo cittadino, tanto da recarsi personalmente alle urne delle primarie del Pd

Fuori da qualsivolgia considerazione che potrebbe riguardare gli altri gruppi citati e per i quali non posso esprimermi, non essendone esponente (ma che sono certo avranno la buona intenzione di smentire quanto scritto), mi sento di dissentire dall'avvicinamento di NoixMilano a Sala. Ho avuto modo di dire più volte ed in diversi modi - non ultimo, una lettera pubblicata proprio da affari in data 29/12/2015 - che come movimento civico ci saremmo opposti con forza, anche con l'ausilio della giustizia, all'uso improprio da parte di Giuseppe Sala del nostro nome e del nostro simbolo.

Ho anche trasmesso alle agenzie, qualche giorno fa, la mia personale idea sulle primarie milanesi, che conferma di fatto la nostra indipendenza dal partito della nazione o comunque lo si voglia chiamare, e la esprimo di nuovo in questi termini: per una competizione seria in eventuali primarie di centrodestra non dovrebbero contrapporsi candidati della stessa area, come accadrà invece a sinistra con Majorino vs Balzani: questa è solo una strategia del burattinaio Renzi per far emergere il suo candidato Sala, Romacentrico e con i fili maneggiati da Palazzo Chigi. Cosa ci possa essere di più distante dal candidato Sala, se non questa posizione di NoixMilano? Nessuna polemica ma credo sia giusto chiarire la nostra posizione. Adesso spazio alle idee e ai programmi.

Ringrazio per l'ospitalità. Cordiali saluti

Nicolò Mardegan

http://www.affaritaliani.it/milano/la-velina-forza-italia-vota-balzani-i-liberal-vogliono-sala-400447.html

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