L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 9 gennaio 2016

Renzi, la magistratura fiorentina ha archiviato denunce dettagliate

Maiorano scatenato pubblica le denunce contro i magistrati fiorentini

Posted By Riccardo Castagneri On 8 gennaio 2016 
maiorano















Redazione- Alessandro Maiorano, il dipendente comunale di Firenze, acerrimo nemico del premier Matteo Renzi, ha reso noto, attraverso il suo profilo Facebook, ha pubblicato l’intero fascicolo con le denunce contro i pm di Firenze.
E annuncia una bomba contro il M5S locale, a suo dire “Un covo di spie al servizio del Pd, la stampella fiorentina di Renzi”.
Su questo Maiorano fornisce informazioni dettagliate, ricordando il video girato in via degli Alfani 8,  quando al momento delle riprese erano presenti esponenti grillini.
 Maiorano afferma che Casaleggio diede l’autorizzazione a procedere alla diffusione delle riprese, ma “il video fece tutt’altra fine che quella auspicata, in poche parole sparì nel nulla”.

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