L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 gennaio 2016

Sanità, bisogna dirlo alla Lorenzin e a Rai News che i dati sulla mortalità per parto sono medio-bassi e che non sfruttino la notizia distorcendola per chiudere reparti e camere operatorie

Sanità: in Italia 50 morti di parto l'anno, la metà evitabili

Esperta Iss, no allarmismi; emorragia la causa più frequente

Foto d'archivio © ANSA

Redazione ANSAROMA
03 gennaio 2016

"Ogni anno si stima che circa 50 donne muoiano di parto in Italia, un dato medio-basso se confrontato con altri Paesi europei ma che potrebbe essere dimezzato, anche se non azzerato". A dirlo all'ANSA è Serena Donati, responsabile del Sistema Sorveglianza Mortalità Materna dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), sottolineando che, dopo i recenti decessi in sala parto, "non è il caso di fare allarmismi".

"In Italia - prosegue Donati - abbiamo un tasso medio basso di mortalità materna, pari a 10 morti su 100.000 nati vivi, cifra che in Toscana scende a 5 ogni 100.000 e in Campania sale a 13, ma complessivamente siamo in media con Regno Unito e Francia. Nei Paesi socialmente avanzati la media è di 20 su 100.000, mentre il dato migliore è quello dei Paesi Bassi con 6".

Relativamente ai decessi registrati attraverso il sistema di sorveglianza attiva, i dati disponibili sono quelli relativi a 6 regioni (Sicilia, Campania, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Piemonte), dove, nel 2013 e 2014 sono stati contati 39 morti per complicazioni ostetriche. "L'emorragia post partum - sottolinea - è la prima causa e copre il 52% dei decessi. La seconda, con il 19%, sono i disordini ipertensivi di gravidanza, seguono le tromboembolie che rappresentano il 10%". Ci sono inoltre 4 casi di puerpere morte a causa dell'influenza. Tra i fattori di rischio, conclude l'esperta, "l'aumento dell'età materna, le condizioni di deprivazione sociale e il basso livello di istruzione, così come l'utilizzo del taglio cesareo laddove non necessario".

Nessun commento:

Posta un commento