L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 7 gennaio 2016

Stati Uniti, un paese in decomposizione, istituzioni con i nervi a fior di pelle, prevale sempre di più l'istinto di autoconservazione e le regole saltano, i deboli muoiono

Stati Uniti, polizia col grilletto facile: 984 persone uccise dagli agenti nel 2015

Ieri alle 18:33

la scena del crimine dopo l omicidio di un uomo da parte bdi un poliziotto
La scena del crimine dopo l'omicidio di un uomo da parte bdi un poliziotto
La polizia americana ha il grilletto sempre più facile: è quanto emerge dall'inchiesta del Washington Post che ha stabilito che nell'anno che si è appena concluso gli agenti americani hanno ucciso 984 persone, l'ultima delle quali un 23enne ricercato, Keith Childess, che la notte di Capodanno è stato freddato dalla polizia di Las Vegas perché si era rifiutato di gettare a terra un oggetto che alla fine è risultato essere un cellulare e non una pistola.
Il giornale americano è arrivato a questo numero enorme - molto più del doppio della media delle persone rimaste uccise in scontri a fuoco con la polizia riportate dall'Fbi negli ultimi 10 anni - analizzando e confrontando tutti gli episodi registrati nei diversi stati in un anno in cui la questione delle uccisioni di afroamericani disarmati da parte della polizia è stata al centro dell'attenzione dei media.
I dati raccolti dal Post attestano che la grande maggioranza delle persone che sono rimaste uccise in scontri a fuoco con la polizia lo scorso anno erano armati e la metà di questi erano bianchi. Ma gli uomini afroamericani, che costituiscono il 6% della popolazione americana, sono il 40% delle persone uccise disarmate. Oltre al problema della razza, i dati del Post evidenziano quelli del disagio mentale: quasi un quarto delle persone uccise dalla polizia mostravano segni di malattia mentale.

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