L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 1 febbraio 2016

2016 crisi economica, IMBECILLI cercasi

Yuan cinese e dollaro americano

Fondi speculativi USA lanciano nuova guerra valutaria contro lo yuan

© Fotolia/ Zhz_akey
ECONOMIA

I principali hedge fund americani hanno iniziato a scommettere più aggressivamente contro la moneta cinese, scrive il “Wall Street Journal”.

Il giornale rileva che il fondatore e presidente della società finanziaria "Hayman Capital" Kyle Bass ha venduto la maggior parte dei suoi investimenti in azioni, materie prime e obbligazioni per comprare opzioni di vendita (derivati) sullo yuan cinese e sul dollaro di Hong Kong.
La scommessa sul calo delle valute asiatiche occupa quasi l'85% del portafoglio totale dell'hedge fund: se lo yuan e il dollaro di Hong Kong si svaluteranno nei prossimi 3 anni, il fondo porterà a casa miliardi di dollari di profitto.
L'investitore ritiene che in questo periodo la valuta cinese si deprezzerà di circa il 40%.
Oltre a Bass si è messo a scommettere in derivati contro lo yuan Stanley Druckenmiller, socio dello squalo della finanza George Soros e amministratore di successo del suo hedge fund "Quantum", il fondatore di "Appaloosa Management" David Tepper e il proprietario di "Greenlight Capital" David Einhorn, aggiunge il WSJ. Soros stesso, parlando al Forum Economico Mondiale di Davos, ha dichiarato che l'economia cinese molto difficilmente eviterà una brusca caduta, alimentando così le aspettative degli investitori sulla caduta della valuta cinese.
"Se parliamo della mole di aspettative ribassiste, sono molto più che al tempo della crisi dei mutui (nel 2007, ndr)," — il giornale riporta le parole di Kyle Bass.
Le aspettative sulla svalutazione dello yuan hanno innescato un deflusso di capitali degli investitori cinesi e stranieri nell'economia cinese, si afferma nell'articolo. Gli hedge fund scommettono che Pechino lasci deprezzare la valuta nazionale per fermare la perdita di investimenti e dare impulso alla crescita economica. Il gioco contro lo yuan sui derivati è un'impresa molto rischiosa, perché Pechino ha enormi risorse per contrastare la speculazione. All'inizio di quest'anno i trader filo-governativi hanno comprato nella borsa di Hong Kong yuan, facendo schizzare fino al 66% il costo dei crediti overnight, tagliando le fonti di finanziamento degli investitori in posizione "short" (vendita allo scoperto).
Analizzando il sistema bancario cinese, gli analisti di "Hayman Capital" hanno concluso che il volume dei prestiti scaduti, che si attesta ora al 2%, inizierà a crescere rapidamente, pertanto il governo cinese avrà bisogno di spendere migliaia di miliardi di dollari per ricapitalizzare le banche, provocando così l'indebolimento della valuta.
Il giornale osserva che uno scenario simile si è realizzato nel corso della crisi dei mutui americani, quando il dollaro ha cominciato a deprezzarsi dopo che la Fed ha iniziato il salvataggio delle banche statunitensi.


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