L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 5 febbraio 2016

Banca Etruria e il trucchetto della fiducia dei bamboccioni al governo del corrotto Pd

 

Il trucchetto che potrebbe far decadere la 
legge sul bail-in

Pubblicato: 03/02/2016
Scoop in udienza al Tar del Lazio sul ricorso relativo alle 4 banche salvate dal governo Renzi: abbiamo scoperto infatti un "trucchetto" che potrebbe far decadere la legge sul bail-in.


Infatti i furbi consiglieri di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, quando è scoppiato il caso del papà della ministra, si trovavano di fronte ad un dilemma: o trasformare in legge il Dl 183 che aveva attuato il salvataggio delle banche passando per un Parlamento arrabbiato e ferocemente avverso alla Boschi, o ricorrere allo strumento della fiducia. Allora cosa hanno fatto? Una furbizia incredibile: hanno abrogato il decreto legge ancora in vita, inserendo nella legge di stabilità le norme inizialmente contenute nel decreto legge, aggiungendo due righette che nessuno ha notato e cioè il comma 854 dove è scritto: "è abrogato il dl 183... Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto legge 183".
Così facendo hanno approvato senza dare troppo nell'occhio le norme che erano contenute nel decreto legge poi abrogato, atteso che la Legge di stabilità doveva passare per forza e senza discussione, avendo il governo posto la fiducia. Se invece avessero fatto la legge di conversione del decreto legge, sarebbe stato molto difficile porre la fiducia, dopo che era esploso in tutta la sua drammaticità lo scandalo delle banche.
Cosi hanno salvato tutti - Banca Etruria compresa - senza che nessuno se ne accorgesse. Ma al Tar il Codacons ha presentato un motivo aggiunto al ricorso che sarà deciso il prossimo 1 marzo in cui mette in dubbio la legalità di una legge approvata con la fiducia, dopo avere abrogato un decreto legge, non decaduto ma abrogato, che ne salva gli effetti... Cosa mai verificatasi prima. Se il Tar accerterà che il Parlamento non poteva farlo, il bail-in decadrà per mancanza della conversione in legge del Dl 183.
Ma si pone un altro interrogativo: la Boschi che si astenne al momento della approvazione del Dl in Consiglio dei ministri, si è astenuta anche quando lo stesso Consiglio ha approvato il disegno di legge governativo di stabilità? Ai verbali del Consiglio dei ministri la risposta.

Nessun commento:

Posta un commento