L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 5 febbraio 2016

Banca Etruria, è inverosimile che il Rossi non sapesse del Boschi e quindi ha mentito sapendo di mentire nell'audizione al Consiglio Superiore della Magistratura e questi non può far finta di niente altrimenti perde in credibilità istituzionale

Banca Etruria: Pierluigi Boschi 10 volte indagato

Dettagli emergono dall'indagine del Csm sull'incompatibilità del pm di Arezzo Rossi con l'incarico di consulente del governo
Redazione04 febbraio 2016 




E’ stato indagato dieci volte dal 2008 ad oggi, quattro delle quali in inchieste condotte dall’attuale procuratore capo di Arezzo Roberto Rossi, lo stesso che sta conducendo l’indagine su Banca Etruria e che in tre casi ha archiviato l’indagine mentre in uno il fascicolo è ancora aperto ma su cui pende un’altra richiesta di archiviazione. Emergono particolari giudiziari scottanti sull'ex vice presidente di Banca Etruria, Pierluigi Boschi, padre del Ministro Maria Elena. Il quadro che emerge dalle carte che la procura generale di Firenze ha inviato al Csm, che deve decidere se c'è stata incompatibilità tra il ruolo di procuratore di Rossi e un incarico di consulenza per il governo svolto dal magistrato sino a dicembre dello scorso anno. 

La notizia è riportata dalla stampa di oggi, che svela come l'attenzione del Csm nel giudizio è tutta puntata sulle date dei procedimenti. L'incarico di consulenza di Rossi è cominciato con il governo Letta e poi è stato più volte prorogato, fino ad arrivare al dicembre 2015. Nell'audizione del 28 dicembre scorso davanti ai consiglieri Rossi non solo aveva confermato di non aver alcun conflitto di interessi ma aveva anche aggiunto di non conoscere nessuno della famiglia Boschi. A smentirlo un’inchiesta di Antonio Rossitto su Panorama, in cui si raccontava che da sostituto Rossi aveva indagato su Pierluigi Boschi, chiedendone il proscioglimento per turbativa d’asta, riciclaggio ed estorsione in relazione a una compravendita immobiliare. A quel punto la Prima Commissione del Csm, che si stava avviando per l'archiviazione del fascicolo, ha riaperto il caso. La decisione su come chiudere il caso arriverà presumibilmente entro una settimana.


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