L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 4 febbraio 2016

Banca Etruria, il Rossi non poteva non conoscere il Boschi che ha avuto 10 procedimenti a suo carico dalla procura di Firenze

ROBERTO ROSSI PROCURATORE IN 4 PROCEDIMENTI SU BOSCHI

Roberto Rossi






Firenze, secondo le carte che la procura generale ha inviato al Csm, che deve decidere se c’è stata incompatibilità tra il ruolo di procuratore di Roberto Rossi e un incarico di consulenza per il governo svolto dal magistrato sino a dicembre dello scorso anno, sono stati in tutto dieci i procedimenti aperti dalla procura di Arezzo a partire dal 2008 che hanno visto l’ex vice presidente di Banca Etruria, Pierluigi Boschi, nel ruolo di indagato o co-indagato.

Di questi dieci procedimenti, quattro dei quali hanno avuto come titolare l’attuale procuratore Roberto Rossi, ne resta aperto uno solo su cui c’è una richiesta di archiviazione, il procedimento risale al dicembre 2014, quando Rossi era già alla guida della procura toscana.
Tutti i procedimenti in questione si sono chiusi con l’archiviazione; sull’ultimo deve pronunciarsi il gip , ma dalle carte inviate al Csm non emergerebbe l’ipotesi di reato, che comunque per la procura di Arezzo non ha trovato riscontri, visto che anche in questo caso è stata chiesta l’archiviazione.

L’attenzione del Csm è tutta puntata sulle date dei procedimenti. L’incarico di consulenza di Roberto Rossi è cominciato con il governo Letta e poi è stato più volte prorogato con l’autorizzazione del Csm vista l’assicurazione del magistrato che non c’erano ragioni di incompatibilità. Nell’audizione del 28 dicembre scorso davanti ai consiglieri Rossi non solo aveva confermato di non aver alcun conflitto di interessi ma aveva anche aggiunto di non conoscere nessuno della famiglia Boschi. Lo aveva smentito però un articolo pubblicato da Panorama in cui si raccontava che da sostituto aveva indagato su Pierluigi Boschi, chiedendone il proscioglimento per turbativa d’asta, riciclaggio ed estorsione in relazione a una compravendita immobiliare.
Il procuratore aveva allora mandato una lettera al Csm per spiegare che non aveva parlato di quelle indagini solo perchè nessuno gli aveva posto una domanda specifica e confermando che non aveva mai visto di persona il padre del ministro. Ma a quel punto la Prima Commissione, che si stava avviando per l’archiviazione del fascicolo, ha riaperto il caso, di cui si sta occupando anche il procuratore generale della Cassazione Pasquale Ciccolo, titolare dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati. Dalle carte giunte da Firenze emerge ora un quarto procedimento di cui Roberto Rossi si è occupato e che è stato definito subito anche in questo caso con il proscioglimento. La lente di ingrandimento dei consiglieri è puntata sulle date di questi procedimenti, anche tenuto conto che prima di diventare procuratore nel luglio del 2014 Roberto Rossi ha avuto la reggenza dell’ufficio e dunque anche il coordinamento di tutti i procedimenti. La decisione su come chiudere il caso sarà presa probabilmente l’11 febbraio.

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