L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 4 febbraio 2016

Euroimbecilli cercasi, 3 miliardi alla Fratellanza Musulmana di Erdogan, i medesimi che hanno creato profughi siriani e che li scaraventano in Europa via Grecia


Via libera accordo Ue-Turchia, tre miliardi ad Ankara. L'Italia: "Via spese da deficit fin da crisi libica"

Matteo Renzi in Senegal 

Sì degli Stati membri Ue al fondo a favore di Ankara. Contributo italiano è il quarto più alto. Il presidente della Commissione europea ringrazia il nostro Paese: "Ha dato prova di solidarietà"

03 febbraio 2016

STRASBURGO - Gli Stati membri dell'Ue hanno trovato un accordo sul fondo da tre miliardi di euro per la gestione della crisi dei rifugiati in Turchia. L'accordo, rispetto alla proposta originaria del 24 novembre, vede raddoppiare l'aumento del contributo dell'Unione europea.

Il bilancio comunitario contribuirà per un miliardo e non più per 500 milioni, e gli Stati membri dovranno contribuire solo per due miliardi e non più per due miliardi e mezzo. Cambia il contributo nazionale: l'Italia dovrà mettere sul piatto 224,9 milioni di euro e non più 281,6 milioni.

L'accordo raggiunto oggi in Consiglio Ue in durante i lavori del Coreper (il comitato dei rappresentanti permanenti) è stato possibile grazie al voto unanime arrivato dopo che l'Italia ha tolto la sua riserva sull'intesa. In cambio del suo ok, il governo ha chiesto alla Commissione "un approccio coerente, durante la valutazione dei programmi di stabilità", ovvero dei bilanci nazionali degli stati membri, affinché non si prenda in considerazione "nel calcolo del deficit, ai fini del rispetto del patto di stabilità ue, l'intero ammontare dei costi sostenuti dall'Italia fin dall'inizio della crisi in Libia".

L'accordo sulla Turchia si inserisce nell'ampio confronto che il governo italiano sta portando avanti per ottenere maggiore flessibilità sui conti pubblici da parte dell'Europa. Proprio oggi, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan è tornato a chiedere a Bruxelles una decisione in tempi rapidi, perché "l'incertezza pesa". Ribadendo che "l'Italia ha tutto il diritto a chiedere flessibilità".

Contributo dell'Italia è il quarto più alto. I 28 Stati membri dell'Ue, si legge in una nota, "hanno raggiunto l'accordo su come finanziare i tre miliardi di euro" per la Turchia. "Questo permetterà - prosegue il testo - di mettere a disposizione ulteriore assistenza umanitaria ai rifugiati in Turchia e alle loro comunità ospitanti. L'aiuto è focalizzato principalmente su cibo, servizi sanitari ed educativi". L'intesa sui tre miliardi destinati ai rifugiati siriani in Turchia prevede che un miliardo di euro sia finanziato dal budget europeo, mentre gli altri due miliardi dagli Stati, secondo il loro reddito nazionale lordo. Il contributo dell'Italia sarà il quarto più alto dopo Germania 427,5 milioni; Gran Bretagna 327,6 milioni e Francia 309,2 milioni. La Spagna è al quinto posto: verserà 152,8 milioni.

Juncker: "Grazie Italia". Dopo le tensioni degli ultimi tempi e i botta e risposta a distanza con Matteo Renzi, il presidente della Commissione europea Jean Claude-Juncker ha ringraziato l'Italia per l'impegno preso: "Ci tengo a ringraziare gli stati membri, e soprattutto l'Italia, che hanno dato prova di solidarietà. Il piano d'azione con la Turchia deve avere finalmente vita" perché "abbiamo degli impegni con la Turchia e dobbiamo rispettarli. La Turchia ha circa tre milioni di profughi ed è quindi chiaro che i tre miliardi di sostegno per i rifugiati di Siria in Turchia devono essere erogati".

Renzi: "Salveremo altre vite". Da Dakar, in Senegal, il premier italiano ribadisce la volontà di affrontare concretamente il problema dell'immigrazione: "Serve una strategia per i prossimi anni e l'Italia farà tutti gli sforzi per salvare i popoli in mare. Siamo onorati di essere umani e il nuovo umanesimo vuol dire non permettere più alle persone di morire in mare". Il premier Matteo Renzi, nel suo intervento
all'università Ukad 2, conferma la linea dell'Italia aggiungendo che "al tempo stesso dobbiamo fare qualcosa insieme per dare ai giovani possibilità di lavoro" e ribadendo l'impegno dell'Italia per aumentare i fondi della cooperazione internazionale.

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