L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 4 febbraio 2016

Euroimbecilli cercasi, la realtà incombe e l'Europa è fallita

Giulio Sapelli: “Ue è fallita, basta con dittatura gnomi”

3 febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli
ROMA (WSI) – “L’Unione europea è fallita, salviamoci dalla dittatura degli gnomi”. E’ questo il titolo di un articolo scritto dall’economista e storico italiano Giulio Sapelli – pubblicato sul Sussidario.net, che fa il punto della situazione sulle condizioni un cui versa l’Europa. Una Europa che sta scivolando “lentamente verso una dissoluzione che sarà lunghissima e molto dolorosa, ma tuttavia inevitabile“: con la crisi delle migrazioni”:
“La ragione è emerda con la crisi delle migrazioni. Un tema eminentemente politico e che solo la politica può risolvere, ma l’Europa ha costruito il suo edificio istituzionale sul presupposto tipicamente marginalista che la gestione dei sistemi complessi non ha bisogno di politica, ossia di relazionalità con variabili di processo, ma ha bisogno invece di algoritmi automatici a-relazionali, presupponendo che esistano leggi sociali e relazionalità solo razionali nelle aggregazioni umane, queste ultime viste alla stregua di aggregati biologici che la scienza può capire senza lasciare spazio alcuno né al mistero, né allo scarto di processo”.
La fine dell’Europa è vicina. Sapelli parla del potere dei tecnocrati, che vogliono trasformare l’Ue “in una sorta di Urss, dove tutto passa senza che nessuna signora Gina abbia contezza di ciò che si decide. Ma le signore Gine hanno figli e mariti malati e dolore e speranze, e se la paura le sfiora eccole con le cacerolas come a Buenos Aires, come ad Arezzo e nelle Marche a piangere sui loro risparmi affidati agli algoritmi e agli gnomi cattivi come nelle oscure favole nordiche”.
Sapelli continua nell’articolo, ricordando che nell’Ue  i capi degli algoritmi hanno preso le redini del potere politico, e come negli ultimi venti anni i banchieri centrali sono diventati presidenti di repubbliche e capi di governo, “e autisti d’autobus (a pagamento) per i migranti divenuti commissari europei, e a un tratto ci si accorge che è improbabile che tram, autobus, frontiere, ecc riescano ancora a stare insieme”.
Il verdetto di Sapelli sull’Europa è drammatico:
“La matematica e l’amministrazione aziendale non possono sostituire ciò che l’Europa si è illusa di creare (una comunità) seguendo gli stolidi federalisti che pensavano e pensano che l’Europa possa sostituire con procedure algoritmiche le nazioni che sono popoli, comunità di destino. E allora, quando hai tolto ai popoli le comunità di destino, come pensi di decidere su quanto costano i bambini scomparsi e ogni passaggio alla frontiera, senza scatenare risse tra matematici cretini?”
http://www.wallstreetitalia.com/giulio-sapelli-ue-e-fallita-basta-con-la-dittatura-degli-gnomi/

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