L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 2 febbraio 2016

Finalmente!

Rapporti Renzi-Carrai: ora Genova indaga sull'archiviazione di Firenze

La vicenda della concessione dell'alloggio all'allora presidente della provincia di Firenze finì nel nulla. Ora c'è un esposto per omissione d'atti d'ufficio

lunedì 1 febbraio 2016 

Matteo Renzi e l'amico Marco Carrai, nella foto

Ricordate Marco Carrai, l'amico di Matteo Renzi, che molti rumors lo vedono capo di una nuova agenzia per la sicurezza informatica? Su Globalist ne abbiamo parlato diverse volte. E ricordare la concessione di un alloggio da parte di Carri, finanziatore del Pd, proprio all'attuale premier? Ma ci sono anche i rapporti tra il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi con Renzi quando era presidente della Provincia della Provincia e sindaco del capoluogo toscano, denunciati dal dipendente del Comune di Firenze Alessandro Maiorano alla magistratura fiorentina negli anni scorsi. 

Dopo l'archiviazione dei giudici toscani, Maiorano ha presentato una denuncia alla procura di Genova chiedendo di indagare sul comportamento dei magistrati fiorentini. Il sostituto procuratore Paola Calleri ha aperto un'inchiesta per omissione d'atti d'ufficio, al momento a carico di ignoti. L'esposto era stato depositato a luglio e nasceva dalle intercettazioni fra il generale della Guardia di finanza Michele Adinolfi, Renzi e l'attuale sindaco di Firenze Dario Nardella. 

Secondo il dipendente comunale ci sarebbero state delle omissioni di atti d'ufficio. A settembre, il pm genovese Francesco Cardona Albini aveva chiesto e ottenuto dal gip l'archiviazione di un'altra inchiesta nata sempre da un esposto di Maiorano sui comportamenti dei magistrati fiorentini a seguito di denunce presentate dallo stesso su Matteo Renzi ai tempi delle sue esperienze amministrative fiorentina. Secondo Cardona Albini la procura di Firenze non ha mai favorito l'attuale presidente del Consiglio. Dello stesso avviso e' stato il giudice che ha archiviato l'inchiesta.

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