L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 6 febbraio 2016

Gli euroimbecilli ri-scoprono il protezionismo, strumento sempre utile per difendere la produzione delle proprie merci

“Patto d’acciaio” di sei Paesi europei contro la concorrenza di Cina e Russia

Anche l’Italia in campo: “L’Ue fermi la corsa al ribasso dei prezzi”
Nasce il «Patto d’Acciaio» europeo contro la concorrenza sleale del tondino scatenata da Cina e Russia. I ministri dell’Industria di sei paesi - Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Regno Unito - hanno scritto ieri alla Commissione Ue per invocare maggiore protezione per il settore siderurgico, e chiedere l’adozione «di ogni misura possibile» contro i comportamenti irregolari che colpiscono un mercato minato da una diffusa sovracapacità. Un passo chiave, si legge nella lettera firmat...continua
MARCO ZATTERIN

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