L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 1 febbraio 2016

Ilva, non se ne esce fuori con questa classe dirigente che non ha nessuna visione paese

Il migliorista che affosso' Taranto

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Al momento dell'insediamento del IV Centro siderurgico nel capoluogo jonico si conoscevano i devastanti effetti ambientali e sanitari che si sarebbero prodotti, ma si fece finta di niente. "La nostra cultura - ha precisato l'ex presidente della Repubblica in un libro-intervista - era industrialista"
di Erasmo Venosi
Il nono decreto salva Ilva equivale al classico sogno di passare il cerino acceso nelle mani di qualche sprovveduto. Ci riusciranno? Un minimo di ragionevolezza e di sguardo oltre il classico dito induce a ritenere che il cerino resterà nelle mani di chi spera in tal esito. Allora perché lo fanno? La storia dei decreti rivendica continuità e “fedeltà” a un uomo come Giorgio Napolitano e all’incapacità di pensare al futuro. Il tutto aggravato dalla fiducia in un impossibile rilancio del settore siderurgico fondato su modificazioni di processo, fonti fossili a basso impatto. E con soldi che cadono dal cielo. Ilva è il risultato dell’azione di Napolitano, responsabile della commissione meridionale del Pci. L’ex leader dell’ala migliorista del Pci ha rievocato nella sua biografia l’impegno per la costruzione dell’impianto siderurgico nel capoluogo jonico. “ Mi impegnai a fondo anche in Parlamento; e impegnai il Comitato per la rinascita del Mezzogiorno a battersi per una decisione favorevole da parte del Governo e precisamente per la scelta di Taranto come area per ragioni obiettive ottimali. Promuovemmo iniziative in loco (…). La battaglia fu vinta e ne nacque il grande, modernissimo stabilimento siderurgico pubblico di Taranto”. Napolitano continua: “E’ chiaro che noi, il Pci e il Movimento di Rinascita, continuavamo a muoverci nell’ottica dell’attribuzione effettiva all’industria di Stato di un ruolo chiave per lo sviluppo del Mezzogiorno. La creazione di quel grande impianto a Taranto presentava controindicazioni di carattere urbanistico e ambientale e lo avremmo capito meglio più tardi: ma la nostra cultura era industrialista e la priorità assoluta era per noi quella di massicci investimenti produttivi”.
Nel 1998 l’Accademia cinese delle scienze lanciò il programma “Knowledge Innovation Programe” (Programma per l’Innovazione della Conoscenza) di cui “Innovation 2020” ne è un’estensione. Una domanda è d’obbligo? I rappresentanti dei cittadini che cosa pensano e che cosa sanno della ricerca, soprattutto in settori ad alto valore aggiunto: della robotizzazione dei cicli manifatturieri? Quasi nulla, con eccezioni numericamente pari al tasso di albini tra gli africani! E’ l’economia della conoscenza che permette a Cina, Usa, Germania e altri di realizzare elevati tassi di crescita. Non è questa una novità di oggi? Quindici anni fa il governo spagnolo concedeva 100 milioni di euro all’Università Carlos di Madrid per la ricerca sulle staminali somatiche. Il governo italiano finanziava con 2,5 milioni il Piano Nazionale sullo stesso argomento. L’utopia di salvare Ilva si scontra con le scelte che si stanno operando a livello planetario e che non lasciano spazio all’improvvisazione, all’ignoranza e al bieco cinismo! I costi orari nella produzione di automobili danno una palese indicazione sul destino del manifatturiero italiano soprattutto nella produzione di massa. La mass production ha cessato da tempo di essere il paradigma dell’industrializzazione perché privata dei mercati di riferimento. Il costo del lavoro nel settore automobilistico in Germania è di 40 euro, nell’Europa dell’est 11 euro, in Cina 10 “ ( Suddeutsche Zeitung 6 ottobre 2014, Capo personale Volkswagen). Lo scorso 4 settembre sul giornale del partito comunista cinese, avanti anni luce rispetto ai parvenu nostrani, il “Quotidiano del Popolo“ comunicava che macchine a controllo numerico, veicoli con pilota automatico, insomma tutti i processi produttivi erano gestiti da robot. Attenzione! Una fabbrica che produce componenti per telefoni e si trova nel Guangdong. Ogni robot sostituisce 6 operai. I robot installati sono 60e lavorano ininterrottamente 24 ore continuate . Da 650 dipendenti ne sono rimasti 60 che si ridurranno a 20. Operai che usando uno schermo controllano le operazioni dei robot. L’azienda ha dichiarato che nei prossimi anni sarà robotizzato l’80% di tutta la produzione. Nella città di Dongguan, che conta 8,2 milioni di abitanti, si realizzeranno 1500 programmi di automazione. Visco nel suo ultimo libro “I tempi stanno cambiando”, i cui dati sono stati citati su CosmoPolis dal sottoscritto in un precedente articolo e, ancor più la “Federazione Internazionale di Robotica”, comunica nel suo ultimo Rapporto che entro il 2017 il numero dei robot industriali sarà pari a 300 mila unità negli Stati Uniti, 340 mila in Europa. Nel 2020 l’80% della attività manifatturiera sarà svolta da robot. L’occupazione di Ilva nella migliore delle ipotesi sarà pesantemente ridotta e, solo se saranno gruppi esteri a rilevarla, e per motivi di politica di penetrazione nei mercati. Difficilmente una cordata d’italiani con driver Cassa Depositi e Prestiti s’imbarcherà in questa perdente vicenda. Infine una nota, in questo ex Stato di diritto . La sentenza della Corte di Cassazione, n. 8878/14 del 4 aprile 2014, nella quale si è accertato e dichiarato che “…i cittadini elettori non hanno potuto esercitare il diritto di voto personale, eguale, libero e diretto secondo il paradigma costituzionale, per la oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica, a causa del meccanismo di traduzione dei voti in seggi, intrinsecamente alterato dal premio di maggioranza disegnato dal legislatore del 2005, e a causa della impossibilità per i cittadini elettori di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento…”.
Sentenza della Corte di Cassazione, in perfetta continuità con la n 1 /2014 della Corte Costituzionale che rendeva retroattivi gli effetti della sentenza. Quali? La impossibilità di durata del Governo pari alla legislatura che significa sfregiare la sentenza della Consulta che limita la legislatura all’approvazione di una legge elettorale conforme alla lettura del dettato costituzionale. Invece dal 2014 si sono prodotti a raffica atti legislativi viziati e realizzati da soggetti eletti con sistema basato su un premio di maggioranza definito incostituzionale. Almeno una volta nella vostra perdente esistenza di governo date un segnale di speranza su Taranto, guardando alla salute dei cittadini e a un serio piano di riconversione industriale prima che sia troppo tardi. Almeno una volta date un segno di sensibilità verso questo Sud orfano di classe dirigente; e, i dati della Unione Europea, riscontrano tale affermazione. Già prima della crisi la Puglia nella variazione cumulata del reddito pro capite era passata dal 188 al 214 posto, la Calabria dal 201 al 222, la Sicilia dal 196 al 222 posto e la Campania dal 200 al 224 posto! Si possono fare tutte le capriole mediatiche da paese sudamericano ma i 200 mld di obbligazioni subordinate, i 400 mld di obbligazioni dello Stato e, infine, i 300 mld di sofferenze tutto in corpo alle banche non lasceranno margini di operatività reale. Si possono giocare con tutti gli acronimi che si vogliono Gacs ( Garanzia Cartolarizzazioni Sofferenze), SPV (Special Purpose Vehicle) , ABS (Asset Backed Securities ), CDS (Credit Default Swap) tutti legati alla bad bank per annegare le inaffondabili sofferenze bancarie che si legano a 17 mld in più di disavanzo nella legge di stabilità 2016, ma non si smuoverà di un millimetro la situazione di questo Paese. Almeno una volta nella vostra perdente esistenza di governo, lo ripetiamo, date un segnale di speranza su Taranto guardando alla salute dei cittadini e a un serio piano di riconversione industriale prima che sia troppo tardi.

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