L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 5 febbraio 2016

Industria Italiana Autobus, al governo dei bamboccioni del corrotto Pd non interessa la produzione manifatturiera del nostro paese

Industria italiana autobus: altro flop
Natascia Ronchetti
05 febbraio 2016

Molte promesse e altrettante incognite, per ora, sul destino di Industria italiana autobus (Iia), che ha inglobato il 1° gennaio 2015 ex Bredamenarini di Finmeccanica (a Bologna) ed ex Irisbus di Fiat (a Flumeri, Avellino). L’incontro al Mise di ieri si è chiuso con un nulla di fatto. Da un lato sindacati e istituzioni chiedono certezze sulla sorte dei 496 dipendenti e su un piano industriale di rilancio, la cui presentazione è stata rimandata per l’ennesima volta.

Dall’altro Stefano Del Rosso che guida King Long Italia, piccola Spa romana che controlla l’80% di Iia (Finmeccanica ha mantenuto un 20%) non ha fornito alcuna garanzia e ha manifestato l’intenzione di non sedersi più al tavolo ministeriale. «Un pessimo segnale», commentano i sindacati. Anche se l’azienda cerca di ricomporre. «Il cda di Iia ha appena deliberato – dice Paolo Stern, consulente per le relazioni industriali di King Long Italia – un aumento di capitale di 6,5 milioni. E Invitalia aspetta solo la formalizzazione della ricapitalizzazione per procedere con l’erogazione di un finanziamento di 25 milioni. Quanto al piano industriale lo presenteremo entro marzo».

Sui numeri di bilancio di Iia rimane il silenzio anche se i vertici assicurano che i ricavi 2015 saranno resi noti a breve. Ma anche i numeri di King Long Italia non rassicurano: è un importatore dei bus cinesi della Xiamen King Long ad alto rischio e bassa redditività, stando al bilancio 2014: 17 dipendenti, 10 milioni di ricavi, 1,9 milioni di perdite e un debt/equity di 8,4. «Dopo tre rinvii – dice il segretario della Fiom dell’Emilia Romagna Bruno Papignani – ora è chiaro che non ci sono prospettive». Delusione anche da parte del Comune di Bologna. «Abbiamo sentito solo tante chiacchiere – dice Matteo Lepore, assessore all’Economia – e visto pochi numeri. L’unica buona notizia è l’ok di Invitalia a finanziare il piano». Sui conti della newco pesano i 17 milioni di crediti accumulati nei confronti della pubblica amministrazione. E il pareggio di bilancio appare ancora molto lontano. Dei quasi 500 dipendenti, 189 sono impiegati nello stabilimento bolognese: tutti in piena attività – sostiene Iia – anche se Stern non nasconde «problemi relativi ai costi di produzione troppo alti e agli effetti della riorganizzazione produttiva».

Nella fabbrica campana invece prosegue la Cig per i quasi 300 lavoratori, anche se una cinquantina sono stati riassorbiti nel 2015. Finmeccanica non sembra disposta a tornare sui propri passi per riassumere il controllo. E la Xiamen King Long, big cinese tra i maggiori produttori mondiali di autobus, ha fatto sapere da tempo di essere estraneo all’operazione.

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