L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 5 febbraio 2016

l'attacco alla famiglia è il più infame e subdolo gesto compiuto dall'ideologia Capitalistica alle masse diseredate

La vita sessuale dei nostri antenati, secondo i pubblicisti dell’ideologia Gender [Beppe]

Con questo scritto esordisce nel blog Beppe da Milano e s’inserisce a pieno titolo nel dibattito relativo alla ”eccezione familiare” e all’ideologia Gender. Beppe ci presenta un caso che esemplifica molto bene i meccanismi ai quali si ricorre per manipolare la popolazione, allo scopo di imporre un mondo diverso, vincendo le resistenze comunitarie della “famiglia naturale”, fino a ieri cellula elementare della società. Un mondo “aperto” a ogni deviazione sessuale, a ogni bizzarria di costume, a qualsivoglia innovazione che metta in discussione i legami comunitari e solidaristici, ma soprattutto adatto allo scorrimento liquido del grande capitale finanziario (sponsor di adozioni e nozze gay), che ci sta travolgendo mettendo in pericolo gli stessi fondamenti della vita sociale.
Premesso.
Per motivi di repressione politica sono costretto, o benedetto, a utilizzare le biblioteche pubbliche milanesi.
Tali biblioteche utilizzano il wifi Uffici Pubblici.
Recentemente sono stato bannato e/o interdetto e il Comune di Milano ha ammesso, nel ripristinarmi la linea, di avermi bannato e/o interdetto.
Poi ho segnalato che controllano l’IP ed anche qui il Comune ha ammesso di averlo fatto.
Con ammesso intendo dire che ha risposto in forma scritta dopo aver scritto a loro, e ad altri, che per sementire la discriminazione ad personam devono dire che lo fanno a tutti: o discriminazione o Orwell 1984.
Orwell e neolingua.Mi ha colpito una locandina della presentazione di un libro di Bianca Pitzorno “la vita sessuale dei nostri antenati”, presso la Biblioteca Parco Sempione, in cui si chiarisce che si tratta di “Una storia di famiglia dove quasi nessuno è allevato dai propri genitori. È una storia di ‘gender’ e ‘transgender’. E una storia di autoanalisi, dove Ada crede di essere una donna ragionevole, e si lascia travolgere dall’irrazionale. Ci sono molti sogni importanti. C’è molto di quello che la mia generazione ha letto e amato al liceo classico. Ci sono pittori e pitture. Ritratti a olio e fotografie. C’è il colloquio con i propri morti, anzi con le proprie morte. Ci sono medium del passato e del presente …” – Un evento di Lesbiche Fuorisalone, in collaborazione con Collettivi Donne Milanesi. (vedi locandina allegata in formato pdf)
Ho partecipato solo per tale motivo.
L’autrice, di cui neanche sapevo l’esistenza, è risultata poi essere “famosa”.
In internet si scopre che ha avuto come compagni di scuola tale Francesco Kossiga e tale Enrico Berlinguer…
Un mio conoscente mi ha detto che lui ha letto i libri di costei a tre nipoti di età scaglionata. Cioè mi ha detto che dal 1967 al 1975, e oltre, la scuola elementare pubblica di via Dal Verme a Milano dava da leggere agli scolari (e quindi anche ai suoi nipoti) i libri di Pitzorno piuttosto che le avventure di Pinocchio e similari. A tutti e tre, via via che frequentavano le elementari.
Ad ogni modo.
Mi sono trovato a dibattito avviato e con una platea adorante la affabulazione anedottistica della scrittrice.
Il mio intervento è stato testuale “Non conosco il libro di cui si parla né altro. Ma l’autrice ha presentato personaggi (corretto in : ha fatto una carrellata) che attraversano i sessi (es. di attraversamento: due gemelli maschio e femmina. Uno dei due muore e l’altro interpreta a vita il sesso del gemello defunto senza che nessuno se ne accorga). L’autrice stessa ha specificato che questi sono casi della vita. Allora perché sta scritto che si tratta di casi di gender e transgender? che c’entra il gender e transgender con la creazione letteraria?”
La mia impressione è che la sua risposta sia stata meno affabulante…che insomma sia stata toccata…
Dicendo che ha fatto il “classico”, ha fatto una serie di esempi che non hanno risposto, che anzi, “ Cesare era marito e moglie dei Romani, Alessandro Magno amava un uomo,  Socrate amava non Santippe ma ….. per dire che questa è Storia ed è oltre il parto della fantasia scrittoria…Non ho voluto rispondere per non fare quello che sarebbe stato poi definito un battibecco (ma volendo con altrettanta semplicità avrei potuto domandare “di grazia tra i costumi ai tempi di Cesare e i costumi ai tempi di oggi cosa c’è di mezzo? non c’è di mezzo il cristianesimo secolarizzato? etc….)
Poiché l’evento è stato anche una amabile pruderie, quando ha finito la risposta ho rappresentato la distrazione di massa (senza però citarla) con quest’altra “pruderie” “ma sapete che se girate in internet potete incappare in siti che denunciano “abbiamo scoperto centinaia di migliaia di foto e video di bambini oggetto sessuale…. E chi scrive questo dice pure “ e a nessuno gliene frega niente…? “.
Una “femen” che era affianco mi dice sottovoce che “questo non è il gender, noi non siamo questo” e io dico  “allora fate meno propaganda e se fate un dibattito serio sul gender (… dove i figli saranno allevati non dai genitori) allora se ne parlerà….”
Non so come sia finita… perché me ne sono andato non sopportando di sentire altro.
Quello che a me indigna, è che spazi pubblici siano destinati a iniziative di parte, anche se di tale distorta destinazione forse non tutti gli operatori ne hanno consapevolezza.
Io personalmente non ce l’ho con Pitzorno scrittrice che per me potrebbe pure vincere il premio Nobel per la letteratura ma ce l’ho con Pitzorno che scrive quelle cavolate su gender e transgender, sapendo a priori che sono cavolate e che col libro che presentava non c’entravano nulla; ce l’ho con chi ha promosso l’evento e chi ha lasciato che ciò accadesse…
Queste cose loro la chiamano “laicità”.
Auguro, e se occorre non mi tiro indietro, di cuore che gay e lesbiche trovino i diritti che gli spettano in quanto “uomini”. Ma combatto, come e quando posso e con le armi che ho, chi, di questi temi, si fa complice di Orwell a danno dei problemi reali e sostanziali del Paese.
Auspico che tra gay e lesbiche vi sia una parte sana che veda e riconosca Orwell nella sua interezza. E combatta.
Concordo con quanto affermi sulla famiglia (ma non solo) e parlando di queste cose ho usato l’immagine del branco. Saremo tutti meno difesi  perché la logica di branco del potere (così come avviene in etologia) sceglie gli elementi isolati e quando tutti saremo isolati saremo tutti più deboli e preda (sessuale, lavorativa, merce di ricambio di organi…etc) del branco satanista del Potere… che preleverà a seconda del suo gusto, appetito o di Manovratore del vapore che non vuole “rompicoglioni”.

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