L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 3 febbraio 2016

Mossul, gli scarponi militari italiani a difendere i profitti privati della Trevi, noi popolo bue

Iraq: alla Trevi appalto diga Mosul

Lo riferisce il portavoce del governo di Baghdad all'Ap

© ANSA/EPA

Redazione ANSABAGHDAD
02 febbraio 2016

(ANSA) - BAGHDAD, 2 FEB - La Trevi, di Cesena, si è aggiudicata l'appalto per la diga di Mosul, in Iraq. Lo ha reso noto il portavoce del governo iracheno, Saad al-Hadithi, spiegando che si tratta del contratto per il rinnovo e la manutenzione dell'opera, dal valore di 230 milioni di dollari.
Nei giorni scorsi si era tornato a parlare della diga sul fiume Tigri, dopo che un alto responsabile militare americano in Iraq aveva ribadito i timori di Washington per l'eventuale crollo della struttura, costruita nel 1980. Sin dal 2007 le autorità americane e irachene hanno lanciato allarmi sui pericoli di cedimenti della diga, che si trova a poche decine di chilometri dall'area controllata dall'Isis e che dall'anno scorso è in mano alle forze curdo-irachene. Matteo Renzi in dicembre ha annunciato la disponibilità dell'Italia a inviare 450 militari italiani per difendere la diga. E oggi l'ANSA ha appreso da fonti diplomatiche che l'Italia che il governo italiano e quello iracheno stanno ancora trattando il loro invio.

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