L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 5 febbraio 2016

Mafia Capitale, Rutelli, Veltroni, Alemanno hanno portato a pagare due lire per case privilegiate, destra/sinistra uguali sono consorterie al potere

E Marino su “Affittopoli” punzecchia Giachetti e Morassut

FEBBRAIO 4TH, 2016 
  

Non dice ancora quale sarà il suo destino: «Non c’è nessuna scadenza, non c’è nessuna rivelazione da fare, nessuna candidatura», dice Ignazio Marino a RepubblicaTv, «in questo momento sto riflettendo su quello che abbiamo fatto in questi ventotto mesi di governo». Non dice se si candida alle prossime amministrative Marino, ma continua ad accusare il Pd, partito di cui ha però rinnovato la tessera: «La pulizia e la trasparenza a molti non piace», ha detto, «penso che questo sia l’elemento per cui sono stato allontanato».

Nel giorno in cui esplode la polemica su affittopoli Marino evita anche di esprimere preferenze sui due candidati che si sono per ora fatti avanti nelle primarie dem, Roberto Giachetti – incoronato da Renzi e i suoi – e Roberto Morassut, deputato, già assessore all’urbanistica ai tempi di Veltroni. Per loro Marino ha però una doppia stoccata: «Io non conosco i loro programmi», ha detto fingendo di smarcarsi dalla domanda su un’eventuale preferenza, «quando ci faranno conoscere le loro idee le potremo commentare».

L’ex sindaco però poi aggiunge: «So però che su un tema come affittopoli negli anni 90 con la giunta Rutelli e negli anni 2000 con quelle di Veltroni avevano avuto la possibilità di fare le operazioni di trasparenza che abbiamo fatto noi». E, si intende, non le hanno fatte.

Marino sostiene infatti il fatto che lo stesso Tronca nel denunciare l’affittopoli del centro storico romano si basi su un lavoro cominciato dalla sua amministrazione («Diedi indicazioni prima al vicesindaco Nieri e poi all’assessore Cattoi per realizzare una mappatura del patrimonio immobiliare. Infatti ciò che il commissario del governo Renzi ha portato alla ribalta è ciò abbiamo messo a marzo 2015 sul sito del Comune.Inoltre, in piazza Giovanni da Verazzano, nella “Casa della città”, si può sapere a chi è affittato l’edificio e come è gestito», ha detto il sindaco). E invece se Morassut era assessore con Veltroni, Giachetti – ecco la stoccata di Marino – era a capo della segreteria di Rutelli. E in quegli anni, anzi, si sono fatte le famose cartolarizzazioni, con molti affittuari fortunati che hanno potuto comprare a costi molto più bassi di quelli di mercato.


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