L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 5 febbraio 2016

Stati Uniti è propria di una società malata e decadente avere una visione del mondo basato su armi, occupazione e nemici

“La Russia potrebbe invadere l’Europa in 36 ore”

In tutti i differenti scenari proposti dalla Rand Corporation le forze corazzate russe conquisterebbero in massimo 36 ore Estonia e Lettonia prima poi di dilagare nel resto dell’Europa. A nulla varrebbe l’eventuale controffensiva della Nato. Infatti si legge: “La forza di Mosca, anche dopo la controffensiva della Nato, resterebbe impressionante. L’Alleanza e gli Stati Uniti per non perdere l’Europa ed arginare l’avanzata negli Stati Baltici, non avrebbero altra scelta che lanciare un attacco nucleare, con conseguenze fatali per un conflitto che diverrebbe globale”. In sostanza quello che emerge dall’analisi proposta la Nato non sarebbe in grado di proteggere l’Europa in caso di invasione russa. E il problema non sarebbe solo militare, ma anche di risorse economiche. Secondo gli analisti infatti servirebbe un investimento di circa 1,85 miliardi di dollari in più rispetto a quello che viene attualmente fatto dai Paesi del patto atlantico.La Rand Corporation, autorevole think tank degli Stati Uniti fondato nel 1946 e che annovera tra i propri componenti militari e funzionari civili, ha redatto un rapporto sulla Russia e sul suo leader Vladimir Putin. Si tratta di un documento che mette sotto accusa la Nato e gli Usa e che lancia un allarme che riguarda tutta Europa. In sostanza il gruppo di analisi politica e militare sostiene che, se Putin volesse, la Russia potrebbe invadere e conquistare l’Europa dell’Est in soli tre giorni. Nel testo si legge: “La nazione di Putin è stata considerata per troppo tempo come disarmata, quasi indifesa. Oggi, invece, gli Stati Uniti e la Nato non hanno abbastanza soldati e carri armati in grado di arrestare un’avanzata russa attraverso il Baltico. È corretto affermare che la Nato è stata colta di sorpresa dalla Russia di Putin”.
F.B.

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