L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 31 maggio 2016

Autovelox - un modo indegno di massacrare gli automobilisti per fare cassa, con limiti di velocità inacettabili in quanto fuori da qualsiasi contesto reale

Proventi multe autovelox: Governo rimandato sul decreto inarrivabile

Governo inconcludente all'interrogazione sul decreto che obbliga i Comuni a utilizzare i soldi delle multe per la sicurezza e la manutenzione stradale 



Il lunghissimo e stucchevole libro sulla spartizione dei proventi da autovelox (vedi qui) si arricchisce di un capitolo. Infatti, la legge numero 120/2010 ha riscritto l'articolo 142 del Codice della strada prevede che, per tutte le violazioni dei limiti di velocità, i relativi proventi siano ripartiti in misura uguale fra l'ente dal quale dipende l'organo accertatore e l'ente proprietario della strada. Tale norma diventerà effettiva quando verrà emanato un decreto interministeriale che, a oggi, non c'è. Così, i Comuni che installano autovelox su strade provinciali, regionali, statali, continuano a incassare tutte le sanzioni, senza spartirle con i proprietari dei tratti dove l'autovelox opera (vedi qui la nostra denuncia). Adesso, se ne torna a parlare in Parlamento.

DOVE STA IL PROBLEMA Alla Camera, durante un'interrogazione, Simone Baldelli qualche giorno fa s'è espresso così: "Il Codice della Strada stabilisce che i Comuni debbano destinare la loro intera quota di competenza delle multe provenienti dagli autovelox per la sicurezza e la manutenzione delle strade. Stabilisce anche che il 50% di tutte le multe comminate dalla Polizia municipale debba essere destinato alla sicurezza stradale e alla manutenzione del suolo. In Italia, abbiamo questo curioso fenomeno per cui molti comuni, non tutti destinano ad altre finalità questi soldi e quindi accade che le nostre strade siano piene di buche e allo stesso tempo i cittadini vengano massacrati di multe. Abbiamo già fatto una mozione, come Forza Italia e centrodestra, su questo tema specifico qualche mese fa, attendiamo risposte concrete dal Governo".

LA RISPOSTA Ed ecco cosa ha risposto il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio: con l'UPI (Province) e l'Anci (Comuni) "stiamo, sulla base delle loro osservazioni, predisponendo lo schema di decreto, insieme al ministero dell'Interno, per appunto favorire e rendere più stringente la rendicontazione dell'ammontare complessivo degli stessi proventi. Quindi, prima di tutto, le sanzioni amministrative devono essere appunto destinate alla loro effettiva fruizione". Delrio parla di schema di decreto. A distanza di sei anni, siamo ancora allo schema di decreto... La verità è che il Governi Renzi è inadempiente sulla questione: è in ballo la sicurezza stradale, perché togliendo i proventi ai Comuni e destinandoli ai proprietari delle strade, questi ultimi potrebbero investirli nella manutenzione delle strade, così da far calare gli incidenti.

SECONDO PUNTO Lo stesso Delrio conclude: "Proseguono i lavori del Senato, anche se a rilento purtroppo, del Codice della Strada. Tra i princìpi e i criteri direttivi è prevista appunto la revisione delle modalità di utilizzo dei proventi e delle sanzioni amministrative e, in particolare, proprio l'obbligo di rendicontazione, nonché la disciplina dei criteri di rendicontazione e dei meccanismi sanzionatori degli enti inadempienti". La solita tiritera (lavori a rilento, obblighi vagheggiati e che non si concretizzano mai) sulla riforma del Codice della Strada (vedi qui un'altra nostra denuncia) che va a braccetto con la solita vecchia politica in Italia. 

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