L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 7 maggio 2016

ci sono delle signore che fanno le ministre ma che non le esime da essere delle imbecille che esaltano il precariato

Precariato, Giulietto Chiesa: “Modello americano Giannini? Significa dichiarare guerra a 6 miliardi di persone"
06 maggio 2016  Lucia Bigozzi


“Le due ministre ragionano integralmente nell’area del consenso washingtoniano che è quella della prosecuzione della crescita infinita. Una logica profondamente sbagliata”. Non ci gira intorno Giulietto Chiesa, giornalista, scrittore, esperto di scenari geo-politici, che nella conversazione con Intelligonews analizza le proiezioni disegnate dalla ministra Giannini e dall’omologa tedesca Wanka, siglando l’accordo sulla formazione professionale.

“Come si combatte la decrescita? Importando i migranti, per la ministra tedesca Wanka - secondo quanto riportano alcuni quotidiani nazionali - che hanno una precisa funzione economica perché vanno a inserirsi in uno spazio economico vuoto”. Che ne pensa?

«Non ha tutti i torti da questo punto di vista. Se l’Europa pensa di poter crescere, in qualche misura ha bisogno di un afflusso di migranti, mi pare evidente. Si era già previsto da molti decenni in avanti; lo sviluppo demografico dell’Europa è molto scadente. Se si ragione nell’ambito della crescita infinita, dei criteri della crescita del prodotto interno lordo, questa è l’unica risposta possibile. Naturalmente, la domanda che io pongo è: ma è questa l’unica logica che noi possiamo utilizzare?».

La sua risposta?

«La mia risposta è no; non si può usare solo questa logica perché bisogna ragionare in termini totalmente diversi e il problema dello sviluppo quantitativo dell’Europa, si risolve solamente mettendo in piedi un sistema economico internazionale che ragioni secondo un’altra logica. Ad esempio, laddove si pensa che l’occupazione debba essere distribuita sui territori nei quali vive la gente; ad esempio l’occupazione va difesa e potenziata in Africa del Nord, eccetera; compito che deve fare l’Europa, tra le altre cose con i suoi capitali. Sono due logiche totalmente diverse che si confrontano; le due ministre ragionano integralmente nell’area del consenso washingtoniano che è quella della prosecuzione della crescita infinita. Siccome io ritengo che questa logica sia profondamente sbagliata perchè non funzionante, allora tutto il ragionamento delle due ministre che ne segue, è un ragionamento sbagliato, ma se stiamo dentro quella logica, allora bisogna potenziare l’immigrazione». 

Un maggiore precariato non sarebbe sinonimo di malessere, per la ministra Giannini - secondo quanto riportano alcuni quotidiani nazionali -, “dobbiamo tendere sempre più verso il modello americano in cui la flessibilità, che è sinonimo di precariato, è la base di tutto il sistema economico”. E’ così?

«La signora ha perfettamente ragione; solo che ragiona come una signora che non conosce il precariato; nel senso che se lei pensa che il precariato sia uno stato felice, allora dovremmo riassumere così le sue idee: se vogliamo essere tutti ugualmente infelici, dobbiamo scegliere la strada che hanno scelto gli americani dove non ci sarà più nessuna garanzia di lavoro per nessuno, tutti saranno appesi a un filo delle decisioni delle grandi banche e delle Corporation: se questo è il futuro che ci viene riservato, questo futuro è assenza di democrazia, crollo del benessere, inquietudine come condizione permanente di centinaia di milioni di europei». 

Il nuovo sistema economico italiano ispirato ai modelli tedesco e americano, per la ministra Giannini - secondo quanto riportano alcuni quotidiani nazionali -, renderebbe il Paese maggiormente competitivo su scala globale. Esiste solo il modello americano?

«Nella testa di queste signore esiste solo il modello americano; il resto del mondo non c’è; non c’è perché non lo vedono neppure, sono chiuse dentro la monade dell’Occidente. Sfortunatamente, la monade dell’Occidente è ormai diventata una minoranza che pensa di poter sfruttare e utilizzare il resto del mondo come ha fatto nel corso degli ultimi tre secoli. Questa prospettiva è una prospettiva di guerra perché significa dichiarare guerra a sei miliardi di persone. Quando qualcuno in Europa, tra i dirigenti, comincerà a capire questo fatto, probabilmente saremo tutti un po’ più sicuri; fino a quel momento, le due signore che si incontrano sono l’emblema dell’assoluta cecità dell’Occidente di fronte al resto del mondo».

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