L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 maggio 2016

F-35 - l'opacità si trasmette anche sui costi iniziali e sulla manutenzione

F-35, DANIMARCA: SCOPPIA LA POLEMICA DEI COSTI GONFIATI, BOEING "VICENDA SCONCERTANTE"

(di Franco Iacch)
20/05/16 
“Dati incompleti e viziati”. La Boeing attacca duramente il governo danese pochi giorni dopo la sua decisione di acquistare l’F-35 della Lockheed Martin per sostituire l’attuale flotta F-16 in servizio. Tra le motivazioni del governo danese nella scelta dell’F-35, i costi minori rispetto alle altre due piattaforme, F-16 ed EFA 2000, giunte nella fase finale del programma di valutazione del paese scandivano.
In una dettagliata analisi per la selezione del nuovo caccia tattico della Danimarca, il governo ha stimato per la sola acquisizione di 28 F-35 (anche se saranno 27) una spesa di 2,33 miliardi di dollari, pari ad 83 milioni di dollari a velivolo. Per l’F/A-18 Super Hornet della Boeing, il governo danese ha stimato una spesa di 4,65 miliardi di dollari per la sola acquisizione di 38 aerei ad un costo unitario di 122 milioni di dollari.
Informazioni non esatte – dicono dalla Boeing – i danesi hanno incluso per il Super Hornet anche i costi di sostentamento e di formazione per i primi cinque anni. Questa valutazione dei costi di approvvigionamento in anticipo non è stata calcolata per l’F-35.
Poi l’affondo della Boeing per una vicenda definita, nelle parole di Caroline Hutcheson, portavoce della società americana, come “sconcertante”.
“I danesi hanno delle stime nettamente diverse da quelle del Pentagono per i costi unitari. Secondo la richiesta di bilancio dell'esercizio 2017, un F-35A costa circa 99 milioni di dollari e circa 101,5 milioni di dollari nell’anno fiscale 2018. Gli stessi documenti di bilancio confermano il costo del Super Hornet fissato a 77,8 milioni di dollari nel FY17 e 78 milioni nel FY18”.
Boeing ha già incontrato la commissione parlamentare sulla difesa danese per esporre una serie di motivazioni sulle raccomandazioni del governo per la selezione del nuovo caccia tattico presentate al parlamento.
In particolare – si legge nella nota della Boeing – per smentire la sconcertante stima dei costi e le errate informazioni contenute nel rapporto. Ci auguriamo che il Parlamento esaminerà la questione prima di prendere una decisione finale.
Continuano dalla Boeing: “La vita media della cellula di un Super Hornet, secondo il governo danese, è di seimila ore. Errato, è fissata a 9500 ore. Abbiamo proposto entrambe le versioni del nostro caccia, ma nella valutazione finale è stato inserito soltanto il costo operativo del Super Hornetbiposto”.
Il governo danese non ha effettuato delle prove reali tra i caccia. Il confronto è stato effettuato in modo ipotetico dagli esperti reclutati dal governo che hanno valutato una serie di fattori, compreso quello del ciclo di vita. Il costo complessivo del programma F-35, stimato dal governo danese, è di quasi nove miliardi di dollari.
L’ultima parola spetterà al parlamento del paese chiamato a sbloccare i tre miliardi di dollari (20 miliardi di corone danesi), per acquistare i 27 F-35 richiesti. Gli F-35 danesi saranno pienamente operativi soltanto nel 2027.
(foto: U.S. DoD)

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