L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 7 maggio 2016

I medesimi imbecilli che affossarono i NoExpo a Milano hanno usato lo stesso metodo al Brennero. Sono al servizio di Renzi e del potere che rappresenta

Guerriglia al Brennero: gli anarchici e i black bloc attaccano le forze dell'ordine, quattordici fermi 

Sab, 07/05/2016

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Si temevano disordini ed i disordini ci sono stati. Il corteo organizzato al valico del Brennero dai circoli anarchici trentini e dai black bloc si è trasformato quasi in una battaglia campale, svoltasi a quota 1.300, là dove nella vallata passano la linea ferroviaria internazionale del Brennero e l'autostrada che poi portano in territorio austriaco.


Le prime avvisaglia si erano avute già nei giorni scorsi quando sul web era circolato un volantino che ritraeva un black bloc con una mazza in mano, accanto allo slogan "no borders". La giornata si è conclusa con un agente di polizia e tre carabinieri contusi, oltre a 14 fermi tra i manifestanti: tra loro anche tre austriaci e una ragazza tedesca.



ORE 17.58: - Tre carabinieri e un poliziotto sono rimasti feriti durante gli scontri al Brennero. Feriti anche alcuni manifestanti, Nessuno di loro è però grave. Sono invece una ventina i manifestanti fermati per accertare
una loro eventuale responsabilità. 

ORE 17.32 L'autostrada del Brennero è nuovamente aperte ed è percorribile dopo gli scontri al valico italo-austriaco. La situazione sta tornando verso la normalità anche per quanto riguarda la linea ferroviaria.

ORE 17.18 Il grosso dei manifestanti al Brennero è stato disperso. Le forze di polizia stanno lentamente ritornando verso il paesino di frontiera lungo una strada statale cosparsa dei resti della vera e propria battaglia che al valico è infuriata per ore. Grossi sassi si vedono ovunque, i carabinieri hanno sequestrato addirittura quello che sembra essere il grosso manico di un'ascia, centinaia di bengala lanciati contro i poliziotti.


ORE 17.10 Le forze dell'ordine sono riuscite a sgomberare i manifestanti dalla linea ferroviaria internazionale del Brennero e dall'autostrada. Una buona parte dei manifestanti si è dispersa. Ne rimane un nucleo che le forze dell'ordine stanno fronteggiando a valle dell'abitato di Brennero.

ORE 16.51: Sono decine i manifestanti fermati durante gli scontri al Brennero. È quanto si è appreso. Le forze dell'ordine hanno raggiunto i manifestanti sull'autostrada. Un altro contingente di polizia e carabinieri, più nutrito, alla cui testa si trova un idrante della polizia, sta fronteggiando il grosso dei manifestanti, che ora si accalca sulla strada stradale. 

ORE 16.40: I manifestanti hanno bloccato l'autostrada che collega l'Italia all'Austria.


ORE 16.35: Le forze dell'ordine, polizia, carabinieri e guardia di finanza, sembrava avessero respinto il gruppo dei manifestanti che era giunto al Brennero in automobile. Questi invece si sono ora concentrati sulla ferrovia. I black bloc mentre ripiegavano verso il parcheggio hanno continuato a lanciare bengala e grossi sassi contro i poliziotti. Gli agenti si sono fatti avanti con i lacrimogeni spingendo i dimostranti fino al parcheggio. Qui una parte di loro anzichè raggiungere le vetture è di nuovo uscita, ammassandosi sulla linea ferroviaria internazionale. 

ORE 16.20: Proseguono gli scontri tra le forze dell'ordine ed i manifestanti, anarchici e black bloc, al Brennero. Dopo un primo attacco alle forze di polizia, i manifestanti si sono dispersi nel paesino. Un gruppo ha raggiunto i binari nei pressi della stazione ferroviaria. Altri gruppi si sono dileguati nel paese. Sulla strada davanti alla stazione ci sono decine e decine di pietre lanciate dai manifestanti. Ora dalla stazione stanno uscendo dei poliziotti che hanno fermato un giovane con un cappuccio nero. Il paese di Brennero è avvolto dalla nebbia dei lacrimogeni. In alto volteggia un elicottero.












ORE 16.05: Ferito un poliziotto, alcuni manifestanti sono stati fermati.


Ore 16: Black bloc e anarchici hanno cominciato ad attaccare le forze di polizia al Brennero. Il corteo si e diviso in due tronconi. Il primo troncone ha cercato di abbattere le transenne che le forze dell'ordine avevano allestito per evitare che i dimostranti giungessero sulla sedia ferroviaria. I manifestanti hanno lanciato bengala ed oggetti esplodenti. A questo punto la polizia ha lanciato i lacrimogeni.


Ore 15.50: Procede il corteo degli anarchici al Brennero. Mentre attraversavano la strada principale del paese, alcuni manifestanti si sono scagliati contro i giornalisti ed i fotografi che li riprendevano. Sono stati respinti a colpi di manganello. Ora la polizia sta facendo sgombrare alcuni turisti che erano rimasti imbottigliati davanti ai manifestanti.

Ore 15.40 - Sono circa 500 tra black block ed anarchici i manifestanti giunti al Brennero per manifestare contro la chiusura del confine. Gran parte di loro sono giunti in treno, da varie regioni italiane, ma anche da Germania, Austria e Spagna. Un altro gruppo è giunto con le automobili. Appena i manifestanti sono usciti dalla stazione, molti di loro con volto coperto e vestiti di nero, hanno pronunciato slogan contro le forze di polizia e contro i giornalisti.


Sono stati fatti esplodere anche alcuni botti. I manifestanti si sono incontrati davanti alla stazione e poi hanno cominciato a marciare verso l'Austria.

«Al Brennero non ci sarà nessun muro e il confine non verrà chiuso». Lo ha detto il neo ministro degli interni austriaco Wolfgang Sobotka a Merano per il congresso della Svp. «Se l'Italia fa i suoi compiti non ci sarà neanche bisogno dei controlli».

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