L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 31 maggio 2016

Israele - il popolo eletto riduce arbitrariamente la possibilità di lavorare per i pescatori palestinesi


Israele riduce nuovamente a 6 le miglia nautiche per i pescatori di Gaza

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Imemc. Israele ha, di nuovo, ridotto arbitrariamente l’area di pesca nel mare di Gaza fino a sei miglia nautiche, in tutte le acque territoriali, da nord a sud della regione costiera.
Nizar Ayyash, capo del Sindacato per i Pescatori palestinesi, ha affermato che Israele ha informato ufficialmente i palestinesi sulla riduzione arbitraria della zona di pesca.
Ha aggiunto che la mossa israeliana è un’ulteriore violazione ad ogni trattato firmato, compresi tutti gli accordi di cessate il fuoco, e che questo colpisce significativamente i pescatori, ormai soggetti a violazioni quotidiane.
Lo scorso marzo, Israele aveva deciso di aumentare la zona di pesca nell’area, dalla Valle di Gaza fino alla parte meridionale della regione costiera, fino alle nove miglia nautiche, ma ha mantenuto la zona a nord di Gaza dentro le sei miglia.
Ci sono più di 4 mila pescatori e circa 700 barche nella Striscia di Gaza, che forniscono mezzi di sussistenza ad almeno 70 mila palestinesi, mentre i militari israeliani continuano ad attacarli, rapirli e confiscare le loro barche, oltre a decine di vittime, comprese alcune fatali, risultanti da queste violazioni.
Vale la pena menzionare che, sotto l’accordo di pace di Oslo, firmato tra Israele e l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina nel 1993, la zona di pesca venne stabilita fino alle 20 miglia nautiche, dove i palestinesi dovrebbero poter pescare e navigare, ma Israele continua a violare il trattato.
Una settimana fa, il Centro per i Diritti Umani al-Mezan ha affermato che Israele ha effettuato almeno 17 attacchi contro i pescatori di Gaza dall’inizio di quest’anno, rapendone 65.
Lunedì mattina, diversi veicoli corazzati militari israeliani hanno invaso alcune terre agricole palestinesi, vicino alla città di Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia di Gaza.
Traduzione di F.H.L.

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