L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 31 maggio 2016

'Ndrangheta - la Calabria è in ostaggio di questa mafia e le istituzioni TUTTE sono consapevoli e accettano questo stato di cose

Attentati ad amministrazioni, Bova: “E’ il modo della ‘ndrangheta per continuare a dominare il territorio”

martedì 31 maggio 2016

“Lo stillicidio di attentati a strutture ed automezzi pubblici in Calabria prosegue nonostante lo sforzo dello Stato e delle istituzioni locali di salvaguardare legalità e trasparenza”.
Lo afferma in una dichiarazione il presidente della Commissione regionale antidrangheta Arturo Bova.
“La scorsa notte, dopo Gerace, i soliti ‘virtuosi’ piromani, hanno incendiato gli automezzi in dotazione al comune di Girifalco per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. C’è da dire – aggiunge Bova – che proprio in quelle ore, insieme al collega Orlandino Greco, stavamo discutendo nell’aula consiliare comunale di Girifalco sulle potenzialità della legge regionale sul tema dell’albergo diffuso ai fini di una innovata capacità di accoglienza dei turisti interessati a conoscere la nostra regione, offrendo un progetto di sviluppo, ma anche ribadendo che senza una forte azione di prevenzione contro il crimine organizzato tutto risulta vanificato. E’ ormai chiaro che le forze criminali – a Girifalco così come a Stefanaconi, dove, addirittura è stata incendiata una scuola – stiano tentando con i loro strumenti tipici dell’intimidazione e del danneggiamento aggravato – evidenzia Bova – di frenare ogni iniziativa pur di continuare a dominare il territorio e proteggere i loro loschi affari. ‘Hic Rhodus, hic saltus’ verrebbe voglia di dire, per riaffermare come ormai sia ineludibile per il futuro di questa nostra terra approntare un’autentica forza d’urto, economica e di sicurezza, per capovolgere una situazione diventata insostenibile dove il conto viene pagato, in primis, dalle giovani generazioni costrette ad emigrare nonostante vi siano le potenzialità per rilanciare le qualità della Calabria, le sue attrattive, liberando così risorse economiche e intellettuali che altrimenti guarderanno altrove. E’ necessario un capovolgimento di prospettiva – dice ancora Arturo Bova – mobilitando adeguate risorse nazionali per recuperare alla democrazia ed allo Stato repubblicano gran parte del territorio della regione spesso angariato e sottomesso a fini criminali da personaggi senza scrupoli che ritorcono le istituzioni democratiche a tutela dei loro interessi. Non c’è soluzione di continuità, purtroppo, a queste scene indegne di un Paese civile dove tutto ciò che può servire ad una evoluzione positiva della nostra Calabria, viene, invece, incendiato, danneggiato, spegnendo così sul nascere ogni iniziativa che possa portare ad un cambiamento vero della situazione. Dico tutto ciò con grande preoccupazione e amarezza, ma consapevole che senza un corale impegno politico-istituzionale la battaglia contro il crimine e la conservazione ristagnerà o, peggio ancora, porterà ulteriore acqua al mulino del malaffare”.

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