L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 31 maggio 2016

NoMuos - in Parlamento chi difende gli interessi degli Stati Uniti devono rispondere della pericolosità per la salute, dell'abuso edilizio e del danno ambientale di questa struttura


Foto di: ANiedbalski

Muos, interrogazione parlamentare in Senato
Si chiede ai ministri di «chiarire la pericolosità»

Simone Olivelli

Cronaca Il testo a firma di esponenti di Italia dei valori e Gruppo misto riprende le recenti vicende giudiziarie che hanno interessato l'impianto satellitare di Niscemi. La curiosità sta nel fatto che tra i destinatari ci sono sia il ministero che ha tutelato gli interessi americani che due dei componenti del collegio dei verificatori

La vicenda Muos torna in Parlamento, con un'interrogazione a firma di diversi senatori di Italia dei valori e del Gruppo misto. Insieme chiedono ai ministri della Difesa, della Salute e all'Ambiente «quali iniziative intendano intraprendere, al fine di fare chiarezza circa la reale pericolosità per la salute dei cittadini residenti nelle aree interessate». 

Nel testo si citano le recenti vicende giudiziarie che hanno riguardato il sistema satellitare realizzato a Niscemi, all'interno della base della marina militare statunitense. A partire dalla sentenza del 25 gennaio con cui la Cassazione ha confermato la validità del sequestro del Tribunale di Caltanissetta, dove dieci giorni fa è iniziato il processo penale circa il presunto abuso edilizio e i danni ambientali causati dalla realizzazione del sito all'interno della riserva naturale Sughereta. Spazio poi al procedimento amministrativo, che ha visto, il 6 maggio, il Cga ribaltare la sentenza di primo grado del Tar in merito alle autorizzazioni che diedero il via ai lavori.

La curiosità sta nel fatto che tra i destinatari dell'interrogazione ci sono sia il ministero della Difesa, soggetto ricorrente nei procedimenti giudiziari e di fatto difensore degli interessi degli Stati Uniti, e due dei tre ministeri - il terzo era il ministero ai Trasporti e Infrastrutture - che invece hanno fatto parte del collegio dei verificatori. L'equipe nominata dal Consiglio di giustizia amministrativa lo scorso autunno per stabilire gli effetti del Muos sulla salute delle persone e sull'ambiente, e che ha concluso i propri studi dichiarando che l'impianto non è pericoloso. 

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