L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 19 maggio 2016

TTIP - il peggiore nemico del popolo italiano al Ministero dello Sviluppo economico che vuole dare il potere di decidere alle multinazionali togliendolo agli stati aderenti

Ttip: per Calenda è fondamentale

Gli accordi di libero scambio tra l'Europa e gli Stati Uniti (Ttip) e il Canada (Ceta) «sono fondamentali» e non si può rischiare di farli saltare per il voto negativo di uno dei parlamenti dei Paesi membri, ha detto il ministro delle sviluppo economico Carlo Calenda, al termine dei lavori del Consiglio affari esteri dell'UE. 
Secondo Calenda bisogna dare alla Commissione europea «maggiore potere negoziale» per portare a termine gli accordi, perché se saltano «la politica commerciale dell'Europa è morta». 
«Dopo aver dato un mandato alla Commissione all'unanimità, dato che le opinioni pubbliche si sono girate contro, abbiamo cominciato a toglierle poteri con il risultato che c'è un problema di credibilità nei confronti della controparte» ha spiegato il ministro. Agra Press



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