L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 giugno 2016

Autovelox - finiamola con l'ipocrisia, questi strumenti sono fatti per massacrare gli automobilisti e i limiti di velocità sono palesamente irreali

Autovelox, multe dei Comuni: è polemica

Il Parlamento dibatte sull'utilizzo dei proventi derivati dalle sanzioni. Il Governo rimane vago


Autovelox, multe dei Comuni: è polemica
Autovelox e incassi dei Comuni: esplode la polemica in Parlamento. Durante un’interrogazione alla Camera, Simone Baldelli esordisce in modo abbastanza morbido: “Il Codice della Strada, che è quello che stabilisce i limiti di velocità, stabilisce anche che i Comuni debbano destinare la loro intera quota di competenza delle multe provenienti dagli autovelox per la sicurezza e la manutenzione delle strade. Stabilisce che il 50% di tutte le multe comminate dalla Polizia municipale debba essere destinato alla sicurezza stradale e alla manutenzione del suolo”. Ed ecco la stoccata: “In Italia, abbiamo questo curioso fenomeno per cui molti Comuni, non tutti, destinano ad altre finalità questi soldi e quindi accade che le nostre strade siano piene di buche e allo stesso tempo i cittadini vengano massacrati di multe”. La risposta del ministro dei Trasporti Graziano Delrio è un po’ vaga, in stile decisamente politico, come potete leggere in basso.

Ne stiamo parlando

Il ministro fa riferimento a una legge del 2010, che rimanda a un decreto: una volta emanato il quale, i Comuni dovranno spartire (a metà coi proprietari delle strade, ossia Province, Regioni e Stato) i proventi da autovelox piazzati al di fuori del territorio comunale: insieme all’UPI (Unione Province d’Italia) e all’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), “stiamo, sulla base delle loro osservazioni, predisponendo lo schema di decreto, insieme al ministero dell’Interno per appunto favorire e rendere più stringente la rendicontazione dell'ammontare complessivo degli stessi proventi”. Inoltre, “proseguono i lavori del Senato, anche se a rilento purtroppo, del Codice della Strada. Tra i principi e i criteri direttivi è prevista appunto la revisione delle modalità di utilizzo dei proventi e delle sanzioni amministrative e, in particolare, proprio l’obbligo di rendicontazione, nonché la disciplina dei criteri di rendicontazione e dei meccanismi sanzionatori degli enti inadempienti”.

Sei anni di attesa

La risposta del ministro non è delle più entusiasmanti e incoraggianti. Sei anni di attesa per un decreto interministeriale, coi due ministeri che ne parlano, assieme a Province e Comuni. E una seconda estenuante attesa per la riforma del Codice della Strada. Un decreto e una legge attraverso cui passa la sicurezza stradale di questo Paese. Infatti, Baldelli replica duro: “Nell’attesa che si dia attuazione alla norma, che arrivino i decreti attuativi, sì, alla collaborazione con l’Anci e l’Upi, ma aspettiamo da anni che questi signori ci diano una mano e sono fermi in Conferenza Stato-Autonomie locali non a caso, perché probabilmente c’è qualcuno che ha interesse a non farla questa norma”. Il deputato allude: “Qualcuno che ha interesse a non farla questa norma”. Chi? E perché?
Autore: Redazione

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