L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 giugno 2016

Banca Etruria - il doppio subaffitto è la classica scatola cinese per seminare responsabilità, ma il pm di Arezzo dorme

Etruria padrona anche di un villaggio turistico a Roma. Banca: nessun rapporto con Buzzi
Arezzo, 1° giugno 2016 - Le sorprese di Banca Etruria non finiscono mai. Si scopre così che in via Calamandrei non solo hanno finanziato (insieme peraltro a tutte le più importanti banche nazionali) la costruzione di uno yacht, ma sono anche proprietari di un camping. Alla periferia di Roma, nella zona di Acilia, fra la capitale e il mare di Ostia.
Un camping, tanto per non farsi mancare niente, al centro di mille polemiche, alle quali però la banca spiega di essere totalmente estranea: non c’entra niente con gli abusi edilizi di questo mega-villaggio-turistico, non c’entra niente neppure con la coop Eriches 29, una delle sigle che facevano parte della galassia di Salvatore Buzzi, uno dei grandi protagonisti dell’inchiesta di Mafia Capitale, il nome più noto, anzi, insieme a quello di Massimo Carminati, detto «Er cecato»: di sinistra il primo, di estrema destra il secondo, ma uniti nell’ultima frontiera del business sporco: l’accoglienza ai profughi o comunque ai disperati.
Proprio questo Eriches 29, come ha rivelato un’inchiesta del Tg la 7 di Flavia Filippi, faceva dentro le 80 casette del camping-villaggio Fabulous: ospitalità alle famiglie romane vittime dell’emergenza casa. Ma tra la coop di Buzzi e Banca Etruria ci sono almeno due muri belli alti, come La Nazione è in grado di ricostruire grazie alla collaborazione di fonti interne di Bpel.
Il villaggio Fabulous e il terreno di 150 ettari su cui sorge vengono acquistati nel 2010 da Etruria Leasing, che allora era una controllata dalla capogruppo Etruria e che poi dalla banca è stata incorporata con tutta la sua eredità, compreso il mega-immobile di Acilia.
Bpel, tuttavia, non si occuperà mai della gestione: contestualmente all’acquisto, infatti, viene stipulato un contratto di locazione finanziaria e immobiliare con la società Costruzioni 2000, che fa capo alla famiglia Pulcini. A sua volta, la Costruzioni 2000 subloca a Roma Gestioni, controllata dalla Family Holding della famiglia Cardini di Prato.
Per la banca, insomma, è solo un affare finanziario, di tutte le questioni connesse al Fabulous non si è mai occupata. Nessuno, dunque, ha mai bussato in via Calamandrei per gli abusi sui quali di recente il consiglio di stato ha dato il via libera alla demolizione di 142 casette allacciate senza permessi agli impianti sanitari ed elettrici. Nè alla banca nessuno ha mai chiesto conto degli esposti presentati dagli ambientalisti fino dal 2010 o di Eriches 29 di Buzzi con i suoi affari sui senza casa.
Quella di Acilia, comunque, resta una maxi-struttura a metà fra camping e villaggio turistico: 2960 posti , anfiteatro per gli spettacoli, piscine, campi da tennis, ristorante, supermercato interno e persino un’area archeologica. Un gigante, al netto delle polemiche e delle inchieste. A proposito: qualcuno aveva detto e scritto che la procura di Arezzo era intenzionata a chiedere informazione ai Pm romani che indagano, Antonino di Maio e Francesca Passaniti. Da Palazzo di giustizia per ora arrivano smentite.
di Salvatore Mannino

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