L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 giugno 2016

Mass Media servi - Feltri è il tipico servo degli statunitensi e delle multinazionali, un euroimbecille dichiarato

Quinto articolo consecutivo: Stefano Feltri, megafono italiano del TTIP 


di Alessandro Bianchi

E siamo a cinque, record assoluto. L'endorsement del Fatto Quotidiano per la firma del famigerato TTIP da parte dell'UE (e quindi dell'Italia) raggiunge il quinto articolo da parte del suo vice-direttore, Stefano Feltri (dal 18 maggio al 30 maggio). Permanendo il silenzio assenso del direttore Travaglio sull'argomento, resta di fatto un endorsement da parte del giornale.

Da bravo bocconiano, montiano e “mujaheddin” di ferro delle politiche del regime di Bruxelles, Feltri ha iniziato la sua azione in parallelo con un rapporto pubblicato dalla Commissione europea, che bolla come "complottismo" i presunti “10 falsi miti” sul TTIP.

E da allora il vice-direttore del Fatto Quotidiano ha deciso di riprendere la stessa narrativa nei suoi cinque articoli.

Cavallo di battagli di Feltri, in particolare, è il fatto che la “Nato economica”, il TTIP, non permetterà alle grandi aziende di citare in giudizio i governi europei a loro piacimento. “E' assolutamente vero il contrario. La Commissione argomenta che questo meccanismo esiste in circa 1.400 trattati già firmati dagli Stati Europei. Anche questo è vero, ma è opportuno ricordare che di questi 1.400 trattati l'Italia ne ha siglato soltanto uno (la Carta dell'Energia), e ha pianificato di ritirarsi dall'accordo dopo aver subito la prima causa da parte di un investitore internazionale. Negli altri Paesi le cose vanno molto peggio: la somma delle richieste di compensazioni fatte dalle multinazionali a Stati UE arriva a 30 miliardi di Euro, di cui almeno 3,5 (ma probabilmente sono di più) sono già stati pagati. Si stima che il 60% di queste cause sia legato a ragioni ambientali”, scrive la deputata del M5S Tiziana Beghin.

Sulle clausole ISDS, non serve ricordare a Feltri le parole di J. Stiglitz come abbiamo fatto in un altro articolo, questa volta preferiamo ricordare quanto dichiarato da un diretto interessato. Si tratta di chi conosce cose accade laddove l'ISDS è in funzione e i procedimenti legali vengono risolti con audizioni che si svolgono a porte chiuse, i giudici sono avvocati aziendali, molti dei quali lavorano per le stesse società che agiscono in giudizio; i cittadini e le comunità colpite non hanno possibilità legale di impugnare le decisioni; non vi è alcun diritto di appello nel merito del caso; anzi, queste giurie possono rovesciare la sovranità dei Parlamenti e le sentenze delle corti supreme. Un esempio tra i tanti: durante la crisi finanziaria, l'Argentina ha imposto un congelamento alle tariffe dell'energia e dell'acqua. Il paese è stato citato in giudizio dalle società dei servizi internazionali e, per questi "crimini", l'Argentina è stata costretta a pagare più di un miliardo di dollari di risarcimento. "Quando mi sveglio la notte e penso ad un arbitrato, non finisco mai di stupirmi che gli Stati sovrani possano aver firmato questo tipo di accordi... A tre individui privati è affidato il potere di rivedere, senza alcun limite e senza possibilità di appello, tutte le azione dei governi, tutte le decisioni dei tribunali, e tutte le leggi di regolamentazione emanate dal parlamento", sono le parole di un giudice di uno dei famigerati “tribunali” riproposte dal Guardian.

E, altro cavallo di battaglia di Feltri (e del rapporto Commissione europea chiaramente), il “complottismo” (termine inventato nel 1967 della Cia) su OGM, “ormoni” e sicurezza alimentare. Negli USA attualmente è OGM il 93% del mais, il 94% della soia e il 96% del cotone. Si stima che fino al 75% del cibo sugli scaffali del supermercato in USA contenga OGM. Si può essere scettici (o è complottismo) che un paese che detiene centinaia di basi nucleari militari sui paesi europei possano fare un po' di pressione per la loro esportazione? Lo stesso Senato Usa ha “chiesto” ai negoziatori di facilitare l'ingresso di OGM in Europa ed esige la rimozione delle barriere non tariffarie sull'agroalimentare, come il divieto europeo di importare carne con gli ormoni. Secondo uno studio americano, le esportazioni di pollo (che in USA è trattato con il cloro) aumenterebbero fino al 35.000% (trentacinquemila).

Quello che accadrebbe con il TTIP è noto perché conosciamo gli effetti attraverso trattati similiari autodefiniti di "libero" scambio che gli Usa hanno imposto in giro per il mondo. Il NAFTA (North American "Free" Trade Agreement), il Trattato Zero, ha un suo topo da laboratorio che deve essere studiato molto approfonditamente: il Messico, emblema di come i trattati internazionali possono influenzare l'economia, la politica e la società di una nazione.

Un po' quello che la Grecia rappresenta per l'euro-zona, il Messico lo rappresenta per questi trattati che gli Stati Uniti stanno imponendo o cercano di imporre in giro per il mondo.

Cosa è accaduto in Messico? Nonostante i benefici economici presunti che il trattato avrebbe dato al Messico nel medio e lungo termine – così era stato venduto nel 1994 - in realtà, nel paese è aumentata a dismisura violenza, povertà e criminalità organizzata. Il numero dei dispersi in Messico supera 25.000 persone. Mentre nel 1994 il Messico era quasi autosufficiente a livello alimentare, nel 2014 è diventato un importatore netto di prodotti di prima necessità. Tutto questo spiega perché il 60% dei 112 milioni di abitanti del Messico sono poveri e senza accesso alla sicurezza sociale, con 30 milioni di persone che lavorano in situazione informale a salario minimo. Milioni di posti di lavoro bruciati, maggiore violenza, il 60% di povertà tra i cittadini, milioni di contadini che oggi vivono in condizione di semi-schiavitù e un grande magazzino delle merci delle multinazionali nord-americane: questo è oggi il Messico.

Il TTIP, acronimo di Transatlantic Trade and Investment Partnership, è l'immensa area di libero scambio tra l'Unione Europea gli Stati Uniti che i due blocchi stanno negoziando. Vi dicono che grazie a questa “Nato economica” diminuiranno i prezzi dei prodotti di consumo e aumenteranno i posti di lavoro. Ma pensateci un momento, è esattamente quello che la Commissione europea e Romano Prodi vi dicevano prima dell'introduzione dell'euro. Vi fidate ancora? Vi fidate ancora di Renzi, Calenda, Feltri e gli altri megafoni di questi interessi che oggi vogliono imporre il TTIP?


Notizia del: 01/06/2016

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