L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 4 giugno 2016

'Ndrangheta - è nella logica delle cose che si aprono squarci e condivisioni

Boss calabrese per 5 mesi in ostaggio dei narcos

 L’incredibile storia di Domenico Trimboli (oggi pentito) coinvolto in un colossale traffico di droga.














Il procuratore Gratteri l’ha scovato e fatto arrestare a Medellin nel 2013 di Arcangelo Badolati | 03/06/2016 Il “boss dei due mondi” pentito. E una lunga teoria di navi cariche di droga che attraversa gli oceani. La direzione? Olanda, Spagna e Italia. La diabolica triangolazione dei battelli ha consentito, nell’ultimo decennio, alla ’ndrangheta d’importare quintali di cocaina da riversare sui mercati del vecchio continente.I guadagni sono stati colossali: con i calabresi hanno gonfiato le loro tasche pure colombiani, boliviani e venezuelani. Mai prima d’ora, però, un “narcos” nostrano di alto livello aveva deciso di vuotare il sacco. E di raccontare tutto dall'interno. Ci aveva provato Bruno Fuduli, un imprenditore finito sotto strozzo che, nel 2002, accettò di svolgere il ruolo di “inltrato” tra i trafficanti sudamericani per conto della Dda di Catanzaro. Fece arrestare un sacco di gente, sotto protezione, ma non perse il “vizio” di fare soldi con la “polvere bianca”. E venne arrestato e poi processato. Oggi è di nuovo imputato davanti al Gup distrettuale del capoluogo di regione per commercio internazionale di sostanze stupefacenti. E comparirà a giudizio lunedì prossimo. Con lui e altre 42 persone affronterà le forche caudine dell’udienza preliminari pure Domenico Trimboli, 61 anni, nato a Buenos Aires ma originario (come ceppo familiare) di Natile di Careri. Indicato come il “boss dei due mondi”, il sessantunenne dallo scorso anno collabora con la magistratura inquirente italiana, colombiana, olandese e venezuelana. Di “coca” e “motonavi” lui sa davvero tutto.Il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, lo conosce



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