L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 4 giugno 2016

Roma elezioni - Raggi a Trento per rafforzare la squadra di gestione

Virginia Raggi al Festival dell'Economia di Trento per rafforzare la squadra

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VIRGINIA RAGGI


Virginia Raggi oggi arriva a Trento con un obiettivo un po’ diverso da quello ufficiale. La candidata a sindaco di M5S per Roma cercherà di fare scouting fra gli economisti e gli esperti presenti al Festival dell’Economia di Tito Boeri per rafforzare la sua squadra di governo, in caso di vittoria elettorale. Dal suo entourage fanno sapere che avrà almeno un paio di incontri in cui selezionare professionalità esperte nel governo delle città, soprattutto sul piano economico. Incontri, quindi, da cui potranno essere scelti assessori o anche semplicemente dei consulenti su singoli progetti. Del resto, come già detto dal membro del Direttorio Luigi Di Maio domenica scorsa, i nuovi assessori romani nell’idea dei pentastellati dovranno essere una specie di super-esperti a tempo, la cui carica corrisponderà al tempo necessario per centrare l’obiettivo. In quest’ottica va inquadrato il lavorio della Raggi per crearsi una rete di contatti ad alto livello.
La candidata sarà al Festival nel pomeriggio, dove ufficialmente parteciperà a un panel sul governo delle città, in particolare sul rapporto fra centro e periferia. Con lei ci saranno altri sindaci, da quello di Torino (e attualmente in corsa per la riconferma), Piero Fassino, a quello di Ascoli Guido Castelli, passando per il primo cittadino veronese Flavio Tosi.
L’attenzione è molto alta perché da ieri è partita una aspra polemica sull’opportunità di fare iniziative pubbliche nel giorno del silenzio elettorale. A scendere in campo sono stati diversi esponenti del Pd, a partire dai pezzi grossi. Il presidente del partito Matteo Orfini: "La Raggi ha fatto un'affermazione rivelatrice di quel che pensa. Ha detto io non parlerò di campagna elettorale o Roma ma di periferie. Evidentemente non considera il tema delle periferie qualcosa di cui il sindaco si deve occupare. Ci sono opzioni: o è in malafede e va a fare campagna nel giorno del silenzio elettorale, o non pensa alla riqualificazione delle periferie". Ma anche quelli di Sinistra italiana non sono stati teneri, nella persona del deputato Arturo Scotto, ricordando però che anche Fassino si trova nella stessa situazione.
Del resto, proprio il Partito democratico non ha la coscienza completamente pulita. L’anno scorso, e per una incredibile coincidenza propria qui a Trento, Matteo Renzi violò palesemente il silenzio elettorale il giorno prima delle Regionali. Davanti a Lilli Gruber, esortò ad andare a votare mettendo le mani avanti perché “il test elettorale riguarda le Regioni e non il governo”. Lo stesso spartito peraltro che il premier ha usato ieri, circoscrivendo il voto di domenica esclusivamente a un livello locale. Se il Pd al Festival quest’anno non farà campagna elettorale per le comunali, di certo non perderà neanche un giorno per la battaglia referendaria. Domani è previsto l’arrivo di Maria Elena Boschi per un doppio appuntamento: In mattinata il ministro per le Riforme farà un dibattito pubblico con due super-esperti di riforme e legge elettorale nonché editorialisti come Michele Ainis e Roberto D’Alimonte; nel pomeriggio poi supporterà un’iniziativa dei comitati del sì al referendum, organizzata dal Pd locale. Due eventi che purtroppo per lei non scorreranno tranquilli perché il sindacato di base Smb ha annunciato contestazioni, facendo campagna per il no.

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