L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 giugno 2016

TTIP - il trattato che deve rimanere segreto e che scardina le regole sulle merci alimentari

Ttip, la verità di chi ha avuto accesso ai documenti segreti. Beffa in tutti sensi

1 giugno 2016, di Alberto Battaglia
Da lunedì scorso il testo provvisorio del Ttip, il trattato di libero scambio in fase di negoziazione tra Stati Uniti e Unione Europea, è disponibile per una consultazione di un’ora presso la sede ministeriale di via Veneto a Roma.

L’accesso, riservato ai parlamentari e ai funzionari governativi, è rigorosamente controllato: vietati gli smartphone e qualsiasi riproduzione dei brani del trattato. Da un lato è la prima volta, scrive il ministero dello Sviluppo economico, che il testo di un trattato viene reso accessibile prima della fine delle negoziazioni, dall’altro il tempo a disposizione è estremamente risicato per il corposo faldone: farsi un’idea complessiva del contenuto è talmente difficile da rendere quest’operazione “trasparenza” una “operazione di facciata”.

La pensa così la deputata del Movimento 5 stelle Silvia Benedetti, che ha potuto accedere al testo traendone quanto basta per confermare tutte le paure che gravitano intorno a questo negoziato: “Abbiamo scoperto il segreto, ora sappiamo il vero scopo del Ttip: servirà agli Usa per scardinare il nostro mercato. Abbiamo la conferma della volontà dei manovratori di agire indisturbati”, dice la deputata a Repubblica.

Il Ttip proprone la creazione di un mercato fra Usa e Ue che armonizzi le regole sugli standard qualitativi e rimuova i dazi residui, in modo da incrementare la concorrenza, il volume degli scambi e, quindi, la crescita complessiva. Il problema è che, per raggiungere un compromesso sui nuovi standard, si paventa che le elevate tutele europee saranno abbassate per consentire l’accesso di prodotti americani meno controllati, specialmente nel settore alimentare.
“Il vero e unico obiettivo dell’accordo”, spiega la Benedetti, “è togliere tutti gli ostacoli normativi, burocratici e amministrativi al commercio. Sul piano alimentare, in particolare, il dato più stridente è la forte pressione degli Usa, che scalpitano per conquistare i mercati europei. Mentre da parte dell’Europa la tutela delle Dop, Igp e Doc è ancora troppo debole. L’effetto sarà di aprire i nostri supermercati a prodotti che non garantiscono gli stessi standard di sicurezza conquistati dai consumatori europei”.
L’apertura del ministero verso i contenuti del futuro Ttip resta solo teorica secondo la deputata a 5 stelle: “Se non conosci già a fondo l’argomento è impossibile cavarci qualcosa il tempo a disposizione è troppo poco. Visto che si tratta di scelte che riguarderanno la vita di tutti, concedere un’ora sola per leggere integralmente gli atti negoziali è una presa in giro”.
Il Mise, da parte sua, si è reso disponibile a “prolungare l’orario di consultazione”. I contenuti, comunque sia, non devono diventare di pubblico dominio: lo testimoniano le misure di sicurezza raccontate dalla Benedetti.
“Non si possono fare fotografie o fotocopie, soltanto prendere appunti in modo rapido e sommario. Non è concesso infatti trascrivere interi paragrafi. Non si viene lasciati soli ma si sta per tutto il tempo sotto la sorveglianza di un funzionario”.

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