L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 7 luglio 2016

Implosione europea - è stabilita nel 2 ottobre, cominciamo a studiare l'economia di Mosler

Mentana: questo è il giorno che sancirà la fine dell’Ue

7 luglio 2016, di Daniele Chicca
ROMA (WSI) – Dopo il giugno torrido per i mercati e gli eurocrati, è ottobre il prossimo mese da segnarsi in calendario come quello in cui il futuro dell’Europa unita sarà di nuovo messo in gioco. Il referendum costituzionale italiano, le elezioni in Austria e il referendum ungherese sulle quote di migrantida accogliere imposto agli stati membri da Bruxelles. Tutti e tre gli appuntamenti elettorali si preannunciano combattuti e per Enrico Mentana il giorno della fine dell’Ue è già scritto.
L’autodistruzione si materializzerà il 2 ottobre secondo il conduttore televisivo Enrico Mentana, che su Facebook ha pubblicato un post di riflessione sulla situazione critica dell’Ue, divisa come non mai nel periodo post Brexit. 
Perché il 2 ottobre? È il giorno in cui si svolgeranno sia le elezioni presidenziali  in Austria, dopo che il risultato del ballottaggio è stato l’invalidato, il voto popolare in Ungheria sul ricollocamento obbligatorio degli stranieri, un quesito che chiamerà i cittadini a esprimersi, di fatto, pro o contro l’Unione europea.
“Nello stesso giorno, al di là del confine, l’Austria ripeterà il ballottaggio presidenziale. Musil la chiamava Kakania, ma cent’anni dopo esser morta l’Austria-Ungheria può stendere l’Europa”.
Il popolare giornalista e direttore del TgLa7 osserva che dopo la Brexit “se passa il no a Budapest, se vince Hofer (il candidato di estrema destra anti europeista) a Vienna, l’Unione davvero rischia di crollare”. O per lo meno spaccarsi in due. E “la causa è sempre la stessa: la paura degli immigrati”.
“Ma a Bruxelles non l’hanno ancora capito, senza cuore per la solidarietà né muscoli per la fermezza. Guardando solo alle banche non hanno visto le barche. E ora affonderanno loro, a cominciare da JunckerL’uomo senza qualità“.

http://www.wallstreetitalia.com/mentana-2-ottobre-sancira-fine-ue/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+WallStreetItalia&utm_content=07-07-2016+mentana-questo-il-giorno-che-sancir-la-fine-dellue+primo-piano 

Nessun commento:

Posta un commento