L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 14 luglio 2016

Implosione europea - la Banca d'Inghilterra ha dato uno schiaffo agli euroimbecilli, la inflazione si mangerebbe il risparmio

Altro choc per i mercati: Banca Inghilterra non taglia i tassi
14 luglio 2016, di Daniele Chicca
LONDRA (WSI) – Da Londra arriva un’altra batosta per i mercati dopo la Brexit. La Banca d’Inghilterra a sorpresa non ha abbassato i tassi di interesse come misura per contrastare proprio le previste conseguenze negative dell’uscita del Regno Unito dall’Ue e come le parole del numero dell’istituto centrale Mark Carney avevano fatto intuire.
Gli investitori si aspettavano – ne erano quasi certi – un taglio del costo del denaro, il primo dal 2009, allo 0,25%, invece i tassi di riferimento sono stati mantenuti allo 0,5% dal direttivo di politica monetaria britannico.
L’intervento di accomodamento monetario firmato Bank of England, insomma, non è arrivato. La banca centrale del Regno Unito ha tradito le aspettative dei mercati. I tassi rimangono tuttavia invariati al livello minimo record.
Le chance di un taglio dei tassi – il primo in sette anni – erano superiori all’80%. La decisione è stata inoltre praticamente quasi unanime, con 8 membri del Consiglio direttivo della banca centrale che hanno votato a favore dell’opzione di lasciare i tassi invariati, rispetto a uno solo contrario.
La reazione dei mercati non si è fatta attendere con le Borse europee, Londra in particolare, che hanno rallentato il passo e con i tassi dei titoli di stato che sono balzati in rialzo.
Gli effetti si sono fatti sentire soprattutto sul valutario, con la sterlina, colpita molto dopo la Brexit, che viene chiaramente avvantaggiata dalla decisione. La valuta britannica ha guadagnato a un certo punto anche il +2% circa sul dollaro, testando il record in due settimane a $1,3480.
A questo punto, tutto dovrebbe essere rimandato alla prossima riunione della Bank of England, in calendario il prossimo 4 agosto. E ciò p scritto nello stesso comunicato dell’istituto.
“La maggior parte dei membri della Commissione prevede che la politica monetaria sarà allentata ad agosto”.
La banca centrale del Regno Unito non ha apportato nessun cambiamento al suo programma di acquisto di asset del valore complessivo di 375 miliardi di sterline.

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