L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 23 luglio 2016

l'Italia del prossimo presente - la Fratellanza Musulmana italiana esulta, la dissimulazione è la sua arte ed è ben più pericolosa dell'Isis/alQaeda, noi italiano siamo imbecilli, basta guardare il Pd che li fa eleggere nelle istituzioni

I falchi dell'Islam italiano inneggiano a Erdogan: "In Turchia rivoluzione democratica per una grande nazione musulmana"
L'Huffington Post | Di Laura Eduati

Pubblicato: 22/07/2016 



Migliaia di arresti, militari denudati e picchiati, sospetti di tortura nelle carceri e la sospensione della Convenzione per i diritti umani.

Mentre l'Europa inorridisce di fronte al pugno di ferro di Erdogan nei confronti dei golpisti e dei simpatizzanti di Fethullah Gulen, in Italia esponenti di spicco delle comunità islamiche invece gioiscono per la "rivoluzione democratica in Turchia" e augurano al presidente turco di trasformare il paese in una "grande nazione musulmana di fatto e di diritto".

I virgolettati appartengono ad Hamza Roberto Piccardo, fondatore dell'Unione delle comunità islamiche in Italia e considerato uomo dalle posizioni oltranziste. Dai primi momenti del tentato golpe e soprattutto dalla reazione durissima di Erdogan, Piccardo commenta su Facebook gli avvenimenti in Turchia schierandosi apertamente con il presidente e puntualizzando che le foto dei soldati ammassati come bestie che hanno scandalizzato il mondo sono manipolate: un'invenzione ad arte, secondo il religioso.

"Dopo tante primavere bidone, ora una vera rivoluzione. Non m'interessa neppure chi l'abbia innescata, quel che conta è che a quasi 100 anni da Ataturk la Turchia torna ad essere una grande nazione musulmana di fatto e di diritto. Allah protegga nostro fratello Recep Tayyip Erdoğan, e tutto il popolo turco", scrive Hamza Piccardo.

L'Ucoii, per il momento, non ha emanato comunicati per chiarire la propria posizione sulla Turchia.

A chi chiede ad Hamza Piccardo conto della sua posizione e gli ricorda che la repressione di Erdogan non sta rispettando i diritti umani, la risposta è chiarissima: "Un Paese come la Turchia non si governa con la mitezza, ahinoi, e già Macchiavelli ci parlava di "quanto gronda di sangue lo scettro ai regnatori".

Segue il figlio Davide Piccardo, presidente delle Comunità islamiche di Milano (Caim) dalle cui file è emersa la neo-consigliera per il Partito democratico Sumaya Abdel Qader che sempre su Facebook smonta le "bufale" sull'obbligo del velo per le donne in Turchia e l'abolizione della pedofilia: "Mi auguro che Erdogan ripristini presto le condizioni di normalità, che tutte le parti politiche si impegnino per salvare lo splendido paese Turchia dal peggio", scrive senza sbilanciarsi l'esponente dem di religione musulmana.

Il giovane Piccardo addirittura irride le immagini dei golpisti in divisa sottoposti a linciaggio pubblico dopo il fallimento del colpo di Stato: "Ho visto militari presi a schiaffoni che manco Bud Spencer". Molti commentatori ridono.

Con toni più moderati, anche i Giovani Musulmani d'Italia plaudono a Erdogan: "Tutti i cittadini turchi, uomini, donne, accomunati dalla civiltà e dall'amore per la propria patria hanno acclamato il loro presidente, il destino si impone sui golpisti e la storia scrive".

Il primo a denunciare queste posizioni è il parlamentare di religione ebraica Emanuele Fiano (Pd), con un post che mette in imbarazzo i dem milanesi. Su Facebook Fiano fa un collage delle dichiarazioni di Piccardo padre e figlio e dei Giovani Musulmani e commenta: "Per me questo spregio della libertà di pensiero e di vita per migliaia di Turchi è inaccettabile e lo condanno senza sconti, non approvo un golpe, ma chi approva quello che succede in Turchia sta dalla parte della violenza e della dittatura".

A distanza gli risponde Davide Piccardo del Caim, invitando Fiano a un confronto pubblico sulla scarsa democrazia in Israele e chiedendogli cosa pensa "delle espulsioni di Alfano senza processo" degli islamici sospettati di terrorismo. Un confronto al calor bianco che coinvolge anche Hamza Piccardo padre, secondo il quale in Europa nessuno ha denunciato il golpe di Al Sisi mentre tutti condannano quella che chiama, appunto, "la rivoluzione democratica" di Erdogan.

AGGIORNAMENTO DELLE 13.07 
Anche i Giovani Musulmani contestano a Fiano una lettura estremista del post pubblicato su Facebook:

L'Associazione dei Giovani Musulmani d'Italia ritiene assolutamente inaccettabili e oltraggiose le esternazioni del deputato del Pd Emanuele Fiano

Considera gravissime le accuse di ostacolare "la libertà di pensiero e di vita per migliaia di Turchi", appoggiando la violenza e la dittatura.

L'Associazione precisa che il comunicato ripreso del 16/07 non è mai stato pubblicato come sostegno ad Erdogan bensì verso il popolo turco. Pertanto l'Associazione si riserverà di tutelare la propria immagine nelle sedi opportune.

Al deputato Fiano si richiederebbe più analisi politica e meno populismo nei suoi interventi, e delle doverose scuse pubbliche.

Infine l'Associazione ribadisce che le posizione espresse sono le stesse sostenute anche dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, nonché Segretario del partito di Emanuele Fiano.

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