L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 19 agosto 2016

Firenze dilaniata dal corrotto Pd che ha ragionato e ragiona con i piedi

Tav, Scaletti: “Tanti errori, ma chi paga?” 

18 agosto 2016 13:36

Politica e Opinioni Firenze 
Cristina Scaletti 

Questo l’intervento della consigliera Cristina Scaletti (La Firenze Viva) “A Firenze il sottoattraversamento della Tav probabilmente non si farà più. Il Sindaco ha proclamato con orgoglio che è troppo costoso, troppo impattante. Giusto, noi lo sostenevamo anni fa, quando era ancora un progetto e le riflessioni erano necessarie e auspicabili. Allora era il momento di scartare l’idea e studiare soluzioni alternative. Oggi non è più un progetto. Ci sono cantieri e crateri in tutta la città. Ci sono tanti soldi spesi e le cifre ballano con sorprendente dinamismo. Alcuni dicono 300, altri 400, altri ancora 800 milioni di euro dei cittadini spesi. Strano che nessuno ci dica esattamente quanti soldi siano stati spesi… per non parlare delle penali. Anche qui nessuno sa fare una stima… 40 milioni? Forse. Chissà, nell’era degli annunci i numeri hanno poca importanza. Così come la scuola abbattuta o gli alberi buttati giù o le decine di famiglie costrette a respirare polvere ed affacciarsi sui cantieri di un’opera che forse non si farà più. Hanno poca importanza perché sono oggettivi e non perdonano. Ma chi paga per gli errori fatti? Forse per i soldi spesi per un progetto abortito dopo anni di lavori ci penserà la magistratura contabile. Ma il tempo? E la qualità della vita? Chi li risarcisce? E intanto Firenze resta offesa. Dai cantieri, dalla polvere, dall’incuria, dall’approssimazione. Di chi la strazia, di chi non dà risposte sul perché del crollo del Lungarno Torrigiani, del perché dello scivolamento della collina, dello stato del sottosuolo. Per fortuna esistono gli annunci, vero sedativo di questo tempo smarrito. Di questo presente permanente dove basta dichiarare una cosa per averla già fatta e spazzare via la memoria. Niente passato, niente futuro. E magari anche i cantieri della tav e il lungarno crollato diventeranno presto un’attrazione turistica, nella spettacolarizzazione del disastro. Come fu la Costa Concordia a largo della nostra bellissima Isola del Giglio. A ricordarci che non importa sia bello, basta sia un evento. Tutto è spettacolo, il resto non conta”. Fonte: Comune di Firenze – Uffico Stampa Tutte le notizie di Firenze 

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