L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 14 agosto 2016

i migranti sono un affare, sono gli stessi che si lamentano che li creano, Afghanistan, Iraq, Libia, Iraq e con loro la Strategia della Paura si dispiega strategicamente legandosi agli attentati terroristici perpetuati dai servizi segreti occidentali

CLANDESTINI: NOTIZIE ALLARMANTI DA SIRTE, FLUSSI IN AUMENTO

di Gianandrea Gaiani
13 agosto 2016, pubblicato in Analisi Sicurezza
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Mentre dalla Libia giungono notizie allarmanti circa l’infiltrazione di terroristi dello Stato Islamico con i flussi di immigrati clandestini i dati diffusi da Frontex indicano un forte incremento degli sbarchi nelle ultime settimane.
Nel comando dell’Isis a Sirte gli uomini dei servizi segreti libici avrebbero trovato nomi e piani d’attacco di militanti jihadisti attivi in Lombardia, tra cui quello di Abu Nasim, considerato vicino ai rapitori dei tecnici della Bonatti sequestrati lo scorso anno vicino Tripoli. Lo ha rivelato il Corriere della Sera, precisando che i libici si dicono pronti a consegnare i nomi alle forze dell’ordine italiane.
“Decine, se non centinaia di militanti” dell’Isis, secondo le stesse fonti, sarebbero partiti dalla Libia alla volta dell’Europa, prima tappa Italia, in modo legale, ma soprattutto infiltrati a bordo dei barconi del traffico illegale di migranti.
A Sirte i servizi segreti libici hanno trovato appunti, taccuini scritti a mano, fogli volanti, che ora si sta cercando di decifrare e mettere insieme, e che potrebbero contenere la prova che le minacce dell’Isis di “approdare a Roma” non fossero solo propaganda.
Nel mese di luglio gli sbarchi sono del resto aumentati del 12% rispetto allo stesso mese del 2015.
Lo scrive Frontex che stima in circa 25.300 le persone arrivate nel nostro paese nel mese scorso, in maggioranza dalla Nigeria, dall’Eritrea e dai Paesi del Sahel e Africa Occidentale.
Frontex inoltre aggiorna ad un totale di circa 95.000 gli arrivi in Italia nei primi sette mesi del 2016, cifra definita “in linea con quella dello scorso anno” quando le flotte italiana ed europea sbarcarono nella Penisola 165 mila immigrati illegali.
Considerando che i trafficanti vendono i posti sui gommoni a prezzi variabili tra i mille e 4mila euro solo quest’anno i flussi dalla Libia hanno consentito incassi ai criminali stimabili tra i 100 e i 380 milioni di euro.
Ricco anche il giro d’affari per chi si occupa di assistere i clandestini, per lo più cooperative, enti e associazioni orbitanti nell’ambito della Sinistra e del mondo cattolico, ambienti cioè molto vicini ai partiti di governo in Italia.
Chi gestisce l’assistenza dei 95 mila clandestini incassa 35 euro a testa al giorno per una spesa a carico del contribuente di 3.325.000 euro, cioè 100 milioni al mese e 1,2 miliardi all’anno.
Stime peraltro al ribasso tenuto conto che i clandestini continuano a crescere (a oggi abbiamo già ampiamente superato le 100 mila unità dall’inizio dell’anno) e in Italia ne sono ospitati attualmente più di 160 mila, destinati ad aumentare non solo a causa della politica di accoglienza attuata dal governo, con l’impiego delle forze navali come taxi per clandestini e supporto logistico per i trafficanti, ma anche perché l’Europa ha chiuso le frontiere e non ne accoglie più.
Quindi chi sbarca nella Penisola vi resta, spesso controvoglia e creando problemi di ordine pubblico perché puntava a raggiungere il ricco Nord Europa.
Il rapporto di Frontex riferisce che in seguito all’accordo Ue-Turchia e la chiusura delle frontiere macedoni, nel Mediterraneo orientale a luglio il flusso ha registrato un calo del 97% rispetto all’anno scorso, con solo 1.800 persone intercettate fra Turchia e Grecia.
Nella rotta verso le isole greche più vicine alla Turchia continua ad essere di nazionalità siriana la percentuale più ampia dei migranti, ma resta alta la presenza di afghani e pakistani.
“Nei quattro mesi in cui è entrato in vigore l’accordo Ue-Turchia ed in cui la Macedonia ha applicato politiche più strette al confine con la Grecia, sono stati circa 8.500 i migranti intercettati nella regione del Mediterraneo Orientale, mentre nei primi tre mesi dell’anno erano state 151.000″.
Frontex infine osserva che lungo la rotta balcanica propriamente detta, i numeri dei passaggi illegali è “crollato del 94% su base annuale” scendendo ad appena 2.160, di cui quasi un terzo di afghani. Un dato positivo sempre che l’intesa con la Turchia regga: oltre il Bosforo ci sono almeno tre milioni di asiatici pronti a riversarsi in Europa.
Foto: Marina Militare, EPA, Stato Islamico e AP

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