L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 17 agosto 2016

la candidatura di Hillary sancisce il decadentismo degli Stati Uniti

Hillary Clinton: accuse di spergiuro come fu per Bill

17 agosto 2016, di Laura Naka Antonelli

Molti la danno ormai già prossimo presidente degli Stati Uniti, scommettendo su una sua vittoria alle prossime elezioni Usa di novembre, se non altro per le gaffe continue del suo avversario Donald Trump. Ma la vera minaccia, anzi, il vero incubo per Hillary Clinton, non porta il nome di Donald Trump, bensì quello di Julian Assange, fondatore di WikiLeaks.

Assange ha già detto che dispone di ben 1700 email che dimostrerebbero come Clinton abbia mentito al Congresso americano quando, sotto giuramento, disse nel gennaio del 2013 di non sapere nulla sull’esistenza di un programma di trasferimento di armi a favore dei ribelli siriani, l’anno precedente agli attacchi terroristici di Bengasi, Libia, del 2012.

Clinton rilasciò tali dichiarazioni nel corso di un’audizione al Congresso sugli attentati al consolato Usa di Bengasi, in cui morirono quattro americani, incluso l’ambasciatore Chris Stevens. E, stando a quanto emerge dai nuovi documenti di Wikileaks e allo stesso Assange, Clinton mentì, in quanto, nel ricoprire la carica di segretario di Stato Usa non solo sarebbe stata a conoscenza del programma, ma avrebbe autorizzato lei stessa i trasferimenti, per finanziare le fazioni contrarie al governo di Gheddafi. In questo modo, avrebbe finito con il finanziare la stessa ISIS.

Il dubbio di spergiuro – dichiarazioni false al Congresso Usa rappresentano un reato gravissimo – non riguarda però ‘soltanto’ il presunto finanziamento di armi ai ribelli jihadisti.

Proprio nelle ultime ore Jason Chaffetz (repubblicano dello stato dello Utah), presidente della Commissione alla Camera di supervisione e riforme del governo) e Bob Goodlatte (repubblicano della Virginia), presidente della Commissione giudiziaria alla Camera, hanno inviato una lettera a Channing Phillips, procuratore per il distretto Columbia, riportando diversi esempi che dimostrerebbero come le dichiarazioni che Hillary ha rilasciato lo scorso anno al Congresso, in merito allo scandalo del server delle email private, sarebbero incompatibili con le prove raccolte dall’Fbi nel corso dell’indagine effettuata sul caso. Tanto che secondo la Commissione di Supervisione, Hillary Clinton avrebbe commesso spergiuro.

Questa parola, spergiuro, torna come in un incubo nella vita di Clinton. Fu infatti l’accusa di spergiuro a scatenare lo scandalo che travolse il suo stesso marito Bill Clinton, allora presidente degli Stati Uniti, passato alla storia per essere stato posto sotto impeachment.

Impeachment scattato proprio in quanto Bill Clinton venne accusato di aver mentito, dopo aver negato di aver avuto rapporti extraconiugali con l’allora stagista Monica Lewisnsky per poi essere sbugiardato dal rinvenimento di una macchia di Dna nel suo abito.

Nel caso di Hillary c’è poi l’ombra anche dell’omicidio di Seth Rich, 27 anni, membro della Commissione democratica nazionale, il DNC – Democratic National Committee – ucciso lo scorso 8 luglio a colpi di arma da fuoco.

Le circostanze della sua morte sono a dir poco sospette, se si considera che sempre WikiLeaks ha offerto 20.000 dollari a chi riuscirà a fornire informazioni che facciano luce sulla sua morte. Tutto questo mentre circolano rumor secondo cui Seth si stesse recando negli uffici dell’FBI per una inchiesta sulla famiglia Clinton.

Secondo lo stesso Assange, Rich sapeva troppo su un presunto scambio di email – un altro – da cui risulterebbe come la presidenza del Comitato democratico abbia tramato per favorire l’ascesa di Hillary come candidata democratica alle elezioni.


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