L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 17 agosto 2016

'Ndrangheta - per le istituzioni politiche non esiste

‘Ndrangheta, minacce di morte a Klaus Davi: quell’assordante silenzio di Sindaco e Governatore
‘Ndrangheta, le minacce a Klaus Davi e il silenzio delle istituzioni

Sono passati 4 lunghissimi giorni dalle drammatiche minacce di morte ricevute dal noto giornalista Klaus Davi da alcuni esponenti della ‘Ndrangheta reggina. L’argomento ha infiammato il dibattito non solo reggino e calabrese, ma in tutt’Italia. Il sostituto procuratore della procura di Palermo, Nino di Matteo, ha inviato un messaggio a Klaus Davi all’indomani della lettera che il massmediologo ha indirizzato a Giovanni Tegano Jr., nipote del boss della ‘ndrangheta Giovanni Tegano: “Caro Klaus, condivido e apprezzo la Sua iniziativa. La Sua lettera, diretta ed essenziale, centra perfettamente al cuore la falsità e lo squallore della mentalità mafiosa. Con stima, Nino di Matteo“.

Dopo le minacce, Davi ha avuto la solidarietà di Salvini, Gasparri e Rita Dalla Chiesa. Ma nessun esponente politico e/o istituzionale calabrese si è fatto sentire con il giornalista vittima di parole pesantissime da parte dei clan ‘ndranghetistici. Silenzio assordante da parte del Sindaco di Reggio Calabria, che adesso è anche Presidente del Consiglio della Città Metropolitana, Falcomatà. Silenzio assordante da parte del governatore calabrese Oliverio. Neanche da Vibo Valentia, dove Davi è stato aggredito insieme alla sua troupe nel centro storico vibonese, è arrivato un segno di vicinanza e solidarietà. Le istituzioni calabresi tacciono di fronte alla prepotenza, all’arroganza e alla delinquenza della ‘ndrangheta nei confronti di un professionista sano che fa il suo onesto lavoro con scopo sociale. Dovrebbero coccolarlo, invitarlo presso il Comune, farsi sentire tutti vicini e compatti intorno a lui.

Invece Klaus Davi è da solo nella sua battaglia anti-’ndrangheta. Abbandonato da tutti, a partire dai vertici delle istituzioni politiche.

Per approfondire http://www.strettoweb.com/2016/08/ndrangheta-minacce-di-morte-a-klaus-davi-quellassordante-silenzio-di-sindaco-e-governatore/448232/#lCmhyK6ZJFDwkeQU.99

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