L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 19 agosto 2016

Roma - l'opposizione e i loro servi del Circo Mediatico schiumano rabbia per la serietà con cui si affrontano il problema dei rifiuti

Roma, Campidoglio, Stefano Bina nominato nuovo dg Ama: "Ringrazio tutti"

La sindaca di Roma Virginia Raggi alla riunione di giunta del 18 agosto con la capa di gabinetto Carla Romana Raineri

La riunione iniziata intorno alle 19. In un'ora è arrivata la fiducia sulla nuova nomina, dopo quella di Au di Alessandro Solidoro. Assente l'assessore all'ambiente Paola Muraro

18 agosto 2016

La giunta straordinaria del 18 agosto è iniziata con circa un'ora di ritardo e con l'arrivo, intorno alle 19, anche della sindaca Virginia Raggi. L'ordine del giorno riguardava la nuova governance dell'Ama e appunto la nomina del suo dg Stefano Bina.

E nel giro di un'ora la decisione è stata presa: la giunta di Roma Capitale ha completato il nuovo modello di governance di Roma, "avviato con la nomina ad Au di Alessandro Solidoro, con la fiducia di tutta la giunta al nuovo direttore generale, Stefano Bina, la cui nomina, in attesa di gara pubblica, costituisce tassello fondamentale per il raggiungimento dell'obiettivo 'rifiuti zero' dell'amministrazione Raggi", come ha comunicato il Campidoglio stesso.

"Ringrazio l'amministrazione per la fiducia accordatami" ha detto subito dopo la nomina il nuovo dg Ama. "C'è molto lavoro da fare e mi impegnerò costantemente. Il mio obiettivo è rilanciare un'azienda che ha grandi potenzialità. Mi aspetto la collaborazione di tutti, per il bene di Roma e del Paese".

Presenti alla riunione, oltre al sindaco di Roma Virginia Raggi e il vice sindaco Daniele Frongia, gli assessori Linda Meleo, Luca Bergamo, Marcello Minenna e Flavia Marzano. Assente l'assessore all'ambiente Paola Muraro.

Nato nel 1963, laureato in Ingegneria idraulica sanitaria ambientale presso l'Universita' degli Studi di Pavia, Stefano Bina è un progettista di impiantistiche per la gestione dei rifiuti su base nazionale e un profondo conoscitore del ciclo industriale relativo alla gestione
dei rifiuti. Proveniente dall'Asm, municipalizzata dei rifiuti di Voghera, il nuovo dg di Ama avrà un incarico ad interim, di tre o quattro mesi, fino a quando l'azienda a inizio 2017 selezionerà con un bando ad hoc il suo direttore generale. Probabile che alla selezione concorrerà lo stesso Bina.

Le delibere sulla composizione dello staff della comunicazione verranno invece affrontate nella prossima giunta, che si terrà forse il 24 agosto.

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