L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 17 agosto 2016

Siria&Parigi&Bruxelles&Nizza - Aleppo - gli Stati Uniti non bombarderanno mai i mercenari della Rivoluzione a Pagamento ai suo servizio li hanno pagati e li assistono in continuo

ESTERO

Svolta in Siria, intesa Mosca-Teheran contro l'lsi

bombardieri russi dispiegati nella base iraniana di Hamadan, sostiene Mosca, hanno attaccato postazioni dei terroristi dell'Isis e di Jabhat al Nusra nelle province siriane di Aleppo, Deir el-Zor e Idlib. I caccia russi, oltre che dal territorio iraniano, partiranno anche dall'Iraq. Il primo ministro iracheno, lo sciita Haider al Abadi, ha confermato che l'Iraq ha aperto il suo spazio aereo alla Russia, precisando tuttavia di non aver "ricevuto alcuna richiesta formale da parte di Mosca in merito alle tipologie di armamenti" trasportati dai velivoli russi. Per poter compiere i bombardamenti in territorio siriano i velivoli russi hanno dovuto chiedere a Baghdad di poter sorvolare lo spazio aereo iracheno. Il premier iracheno ha deliberatamente vietato di specificare l'entita' delle "condizioni" da parte russa che hanno spinto il governo ad aprire il suo spazio aereo, limitandosi ad elencare i successi delle forze di sicurezza irachene nella lotta contro lo Stato islamico. Ieri Mosca aveva richiesto formalmente anche l'utilizzo dello spazio aereo di Iran e Iraq anche per il lancio di missili da crociera. Secondo una fonte militare-diplomatica "il ministero della Difesa russo ha inviato richieste a Iran e Iraq per l'utilizzo dello spazio aereo di questi Stati per il passaggio di missili da crociera". Mosca nel frattempo ha iniziato esercitazioni tattiche della flottiglia del Caspio a cui prendono parte le navi missilistiche "Daghestan" e "Tatarstan", le piccole navi d'artiglieria "Grad Sviyazhsk", "Veliky Ustyug", Volgodonsk" e "Makhachkala", navi da traino e cargo.
Il ministro della Difesa russa ha anche annunciato un avvicinamento tra Mosca e Washington per il lancio di operazioni congiunte ad Aleppo. Secondo la Cbs, rilanciata dall'agenzia Ria Novosti, "colloqui diretti tra Usa e Russia continuano a Ginevra e non esiste una scadenza per gli accordi di cooperazione, ma l'auspicio e' di raggiungere qualcosa prima che il presidente Obama e quello russo Vladimir Putin si incontrino i primi di settembre" per il G20. Ma la reazione degli Usa alla notizia e' decisamenteprudente: "Rappresentanti del Dipartimento di Stato Usa hanno detto che ancora non vi e' nulla da annunciare" riguardo un'imminente intesa con la Russia per operazioni congiunte ad Aleppo, in Siria. Intanto, una nuova possibile svolta nello scenario siriano arriva dalla posizione di Pechino. La Cina, seconda potenza economica mondiale e ormai militare, muove i primi passi per unirsi alla collaudata alleanza russo-iraniana a sostegno del regime di Damasco, di cui potrebbe diventare il terzo significativo partner. Pechino finora si era concentrata militarmente solo sulle dispute nel Mar Cinese Meridionale e Orientale ed era stata attenta ad allargare e rafforzare sempre piu' la sfera di influenza in Africa con gli investimenti multimiliardari. Ma si era sempre tenuta lontana - salvo auspicare generiche soluzioni diplomatiche a qualsiasi fronte aperto - dal caos mediorientale. Ora per la prima volta ha reso noto che intende fornire aiuti umanitari e addestramento alle forze armate del governo siriano. Lo ha annunciato l'ammiraglio Guan Youfeu, direttore della cooperazione internazionale della Commissione Centrale Militare (i vertici delle forze armate al cui apice siede il presidente Xi Jinping) a Damasco dove ha incontrato il vicepremier e ministro della Difesa, Fahd Jassem al Freij. Guan ha anche incontrato - non casualmente - a Damasco il generale di corpo d'armata russo Serghei Charkov, il cui incarico ufficiale in Siria e' quello di responsabile del centro russo per la riconciliazioni tra le parti belligeranti. La Cina aveva mosso a marzo un primo passo di avvicinamento al regime siriano nominando significativamente Xie Xiaoyan, ambasciatore a Teheran - l'Iran e' il secondo grande alleato di Assad insieme alla Russia e alle milizie sciite libanesi Hezbollah - inviato speciale in Siria.  (AGI) 

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