L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 17 agosto 2016

Stupidagini, le banche creano moneta MA finchè c'è la commistione tra banche commerciali e quelle d'investimento NON prestano i soldi ai piccoli medi imprenditori, alle famiglia in quanto non hanno garanzie sufficienti e allora continuano a giocare alla roulette della finanza

Banche pensano a forzieri contanti contro tassi negativi

17 agosto 2016, di Laura Naka Antonelli

Le banche europee starebbero valutando l’opzione di munirsi di forzieri e conservare lì i contanti, per salvarli dalla minaccia dei tassi negativi, che si è concretizzata in Eurozona con la politica della Bce: una mossa che potrebbe rendere ancora meno efficace una politica – quella dei tassi negativi – che finora non ha dato i risultati sperati (e che secondo diversi economisti è anche del tutto sbagliata).

Se riuscissero a mettere in atto il piano, e se dunque non pagassero più i tassi (per depositare presso la Bce i loro fondi), le banche non sarebbero più influenzate da ulteriori ed eventuali nuovi tagli dei tassi. E,dunque, non sarebbero neanche più spronate a prestare soldi (ad aziende e famiglie). Con conseguenze disastrose per l’economia dell’Eurozona.

Scrive il Financial Times:

“Potrebbe apparire come la trama di un vecchio film, ma alcune banche e compagnie assicurative hanno iniziato di recente a considerare l’idea, in un contesto in cui i tassi di interesse scivolano al di sotto dello zero in gran parte dell’Europa”.

Il quotidiano finanziario spiega che:

“dopo il più recente taglio dei tassi della Bce avvenuto a marzo, le banche del settore privato stanno pagando quella che equivale a una tassa su base annua dello 0,40% sulla maggior parte dei fondi che parcheggiano presso le 19banche centrali nazionali dell’Eurozona. Questa politica, che è costata alle banche 2,64 miliardi di euro circa, da quando i tassi della Bce sono diventati negativi nel 2014, è stata concepita per spronare la crescita dell’ economia, incentivando le banche a prestare soldi alle aziende, invece di conservarli”.

E il pericolo per le banche di dover pagare ancora di più per parcheggiare i soldi potrebbe aumentare. Il quotidiano finanziario britannico ricorda infatti che la Bce è pronta a tagliare di nuovo i tassi, in caso di peggioramento dei fondamentali economici. Gli istituti finanziari non ci stanno, tanto che banchieri privati e compagnie assicurative stanno già pensando a “modi creativi” per evitare di pagare oltre.

“Un modo potrebbe essere quello di trasformare la moneta elettronica che depositano presso le banche centrali in contanti”.

Viene citato il caso di Munich Re, che ha sperimentato con successo tale opzione, convogliando contanti per milioni di euro in un forziere, a un costo tra l’altro che la compagnia assicurativa descrive come gestibile.

“Altre banche tedesche, inclusa Commerzbank, la seconda banca in Germania, hanno considerato tale opzione. Ma allo stesso tempo, quando un fondo pensione svizzero ha tentato di ritirare una larga somma di denaro dalla propria banca, al fine di immagazzinarlo in un forziere, la banca si è rifiutata di consegnargli i contanti, stando a quanto riportano i media locali”. E in questo caso si apre un altro capitolo, quello dei controlli sui capitali.

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