L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 8 settembre 2016

Arexpo-Expo i debiti della seconda si li accolla la prima e i bilanci formali di Expo non sono usciti

IL DOPO EXPO
«Arexpo è solida, le banche ci sostengano»
–di S.Mo.
8 settembre 2016



Procedono le trattative tra banche e Arexpo per lo sblocco di una linea di credito da 70 milioni: gli istituti bancari frenano in attesa di un più chiaro piano industriale e di un più definito assetto azionario, mentre la società dei terreni di Expo spinge affinché gli impegni presi dal pool di banche proseguano senza indugi, alla luce di un progetto - il polo tecnologico affiancato dalle facoltà scientifiche della Statale - supportato da governo e enti locali.

In ballo c’è la liquidità di Arexpo, che deve peraltro saldare 75 milioni alla società Expo spa (proseguendo così il processo di liquidazione). Ma ci sono, sottolineano i vertici della società, anche le prospettive di un progetto che sta nascendo e che «ha più solidità di tante altre realtà», sottolinea Giovanni Azzone, presidente di Arexpo.

I vertici della società dei terreni spiegano perché la trattativa con le banche, guidate da Intesa sanpaolo, dovrebbe arrivare ad un traguardo positivo: la società, sebbene in crisi di cassa, ha un patrimonio di 94 milioni e un indebitamento di circa 80, e quindi un rapporto finanziario «sano». Le aree hanno un valore stimato di 300 milioni: per quanto i bandi per la vendita siano andati deserti è questa la cifra approvata dalla Corte dei conti. Infine, la questione principale: il governo sta per entrare nella società.

I tempi per l’ingresso del ministero dell’Economia e delle finanze sono stati lunghi, e questo certamente non ha facilitato i rapporti con gli istituti di credito. Tuttavia l’arrivo del governo in Arexpo è stato già definito con un Dpcm del 9 marzo 2016. Il Mef farà nelle prossime settimane un aumento di capitale da 50 milioni, acquisendo dunque il 40% della società. Il 25% rimarrà in mano al Comune di Milano e un altro 25 in mano alla Regione Lombardia. Il 10% circa resterà, almeno per ora, di proprietà della Fondazione fiera Milano, che certamente avrebbe preferito essere liquidata piuttosto che rimanere dentro la società, peraltro con una riduzione della quota. Tant’è: la scelta del governo è di ricapitalizzare la società e non di pagare gli azionisti. Arexpo dunque affronterà la trattativa con le banche forte di questi argomenti.

Proseguono intanto i lavori per la valorizzazione dell’area del post-Expo. La prossima settimana verranno presentate le linee guida del progetto, che prevede la nascita dello Human Technopole e l’insediamento delle facoltà scientifiche dell’Università Statale di Milano e di una serie di aziende del settore farmaceutico. In autunno verrà quindi aperto il bando per la redazione del masterplan.

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