L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 ottobre 2016

Acqua pubblica - Torino - M5S vende l'acqua ai privati, niente illusioni è stampella dei potenti pronto a sostituire il Pd ormai cotto

Torino. Appendino vende l’acqua pubblica, protestano i comitati


appendino
Lo scorso 3 ottobre la maggioranza che sostiene la giunta Appendino ha approvato, con 24 voti favorevoli, 3 contrari e 9 astenuti, una delibera con la quale si autorizza la vendita, da parte della holding comunale Fct (Finanziaria città di Torino) di azioni della Smat (Società metropolitana acque Torino) per un totale di due milioni di euro. La vendita si sarebbe resa necessaria, secondo il vicesindaco Montanari, per coprire i buchi di bilancio lasciati dalla precedente amministrazione Fassino.
La decisione indebolisce dunque la presenza pubblica nella gestione dell'acqua tra le proteste, oltre che dell'opposizione istituzionale, dei comitati “benecomunisti” che avevano sostenuto l’attuale sindaco durante la campagna elettorale e, in particolare, tra le recriminazioni del Comitato per l'acqua pubblica di Torino.
Il Comitato già in agosto aveva messo sotto pressione la giunta comunale pentastellata, quando questa aveva bocciato una delibera proposta da Eleonora Artesio di “Torino in Comune” tesa a trasformare la Smat in una società di diritto pubblico. Una decisione che pone l'amministrazione Appendino in contrasto con altre amministrazioni del Movimento Cinque Stelle, che hanno già adottato provvedimenti analoghi a quelli allora proposti da Artesio. Quel “no” ha segnato la prima, importante rottura tra la giunta comunale e il Comitato per l'acqua pubblica.
Una rottura ulteriormente aggravata dall'indebolimento della presenza pubblica nella Smat. Un indebolimento che dalla giunta è stato presentato come misura necessaria a risanare il bilancio comunale, con la promessa di un cambio di rotta a partire dall'anno prossimo. Ma che da altre sponde si denuncia apertamente come una concessione a politiche neoliberiste proprio in relazione a un bene, l'acqua, sulla cui natura e destinazione pubblica lo stesso sindaco appena insediato aveva impostato parte non irrilevante della propria campagna elettorale e dei propri contatti con la società civile torinese. Un segnale non confortante.
 Redazione Contropiano Torino

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