L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 ottobre 2016

Aleppo - e gli aerei belgi si divertono ad uccidere durante la tregua

MONDO 
Ong: nessun raid aereo sulla città nelle ultime 24 ore 

Siria, Mosca estende di tre ore la tregua umanitaria ad Aleppo 

Lo stop ai combattimenti sarà in vigore domani dalle 7.00 alle 18.00 ora italiana 

19 ottobre 2016 

La Russia ha prolungato la tregua ad Aleppo di tre ore e ha fatto sapere che i corridoi di uscita per i miliziani e i civili dalla città vengono controllati dai droni per evitare provocazioni. Lo ha detto il capo della Direzione Operativa dello Stato Maggiore, il generale Sergei Rudskoy. La "tregua umanitaria" per Aleppo sarà in vigore domani dunque dalle 7 alle 18 (ora italiana) . 

In precedenza è stato riferito che solo otto corridoi ad Aleppo saranno creati, sei per i civili e due per i miliziani. "Al fine di prevenire possibili provocazioni, le vie d'uscita saranno controllati dai droni. Per evacuare i malati e i feriti sulla rotta a nord sono stati preparati nove autobus e sette ambulanze, a sud otto autobus e otto le ambulanze" ha dichiarato". Il tutto "entro le ore 8 del mattino del 20 ottobre sarà concentrato nei punti di attraversamento" ha detto Rudskoy. 

Nessun raid nelle ultime 24 ore 

Nessun raid aereo è stato compiuto ad Aleppo nelle ultime 24 ore, dopo la sospensione delle incursioni russe e siriane annunciata ieri da Mosca: lo ha confermato l'Osservatorio siriano sui diritti umani, pur precisando che i combattimenti proseguono sul terreno. 

"Non ci sono stati raid aerei da ieri mattina", ha affermato il direttore dell'ong, Rami Abdel Rahman. "Ma sono in corso combattimenti su diversi fronti nei quartieri ribelli, in particolare nella Città vecchia", con tiri d'artiglieria del regime e lancio di razzi da parte dei ribelli. 

L'informazione è stata confermata da Ibrahim Abu al-Leith, portavoce dei Caschi bianchi in città. "Grazie a Dio, non c'è nessun aereo in cielo in questo momento", ha detto. "Ma ci sono ancora spari e lanci di razzi", ha aggiunto al-Leith, spiegando che "la gente ha ancora paura e non si fida del regime e della Russia". 

Ora nulla impedisce all'Onu la consegna di aiuti umanitari - sottolinea dal Ministero degli Esteri russo la portavoce Maria Zakharova - dopo che dal palazzo di vetro era stato sollevato il sospetto che la situazione non fosse ancora sicura e che non ci fosse da fidarsi. La diplomatica russa ha anche sottolineato che "oggi non c`è un motivo per non arrivare" a un discernimento tra terroristi e opposizione moderata. "La parte russa ha fatto quello che doveva per la tregua. Ora ci si chiede cosa impedisce all`ONU di portare gli aiuti umanitari?". E secondo Mosca "se la pausa non verrà usata, se non c`è un`azione della coalizione, vuol dire che il compito non era quello di consegnare gli aiuti" ma un "sostegno dei miliziani". 

Mosca accusa, raid belga su civili a Aleppo, 6 morti 

 Il Centro russo per la riconciliazione in Siria ha ricevuto rapporti su un raid aereo, compiuto ieri, contro la popolazione civile del villaggio di Hassajek, vicino ad Aleppo; come riferisce il sito filo-Cremlino Sputnik, nell'attacco sono morte sei persone. Secondo il Centro, il controllo del traffico aereo "in quel determinato momento e in quell'aerea" ha registrato la presenza di due F-16 delle forze belghe; in quella zona, aggiungono le fonti russe, non operano i jet nè di Mosca, ne' di Damasco. I belgi fanno parte della coalizione internazionale a guida Usa, che combatte l'Isis in Siria e in Iraq. 

La Russia ora si aspetta la "dura condanna" del bombardamento di Hassajek da parte del Dipartimento di Stato Usa, ha scritto su Facebook la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova. "Credo che non sarà difficile trovare la foto dei morti per dare il via alla conseguente campagna sulla Cnn", ha aggiunto la portavoce, riferendosi con sarcasmo al fatto che nelle ultime settimane i media stranieri e alcuni paesi occidentali abbiano accusato la Russia di "crimini di guerra" per aver bombardato i civili in Siria. Durante una sua intervista alla Cnn, al ministro degli Esteri Serghei Lavrov è stata mostrata la foto di un bambino, presumibilmente vittima dei caccia russi. 

Non tarda ad arrivare la replica del ministro della Difesa belga Steven Vandeput che ha respinto le accuse per l'attacco aereo sul villaggio siriano di Hassajek, nei pressi di Aleppo. "Il Belgio non è coinvolto nell'attacco. Si tratta di un caso di disinformazione russa" ha scritto in un post su Twitter. 

Mosca prepara bozza per Consiglio di Sicurezza 

La Russia ha fatto circolare nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite un progetto di dichiarazione in cui si afferma che in Siria è necessario separare l'opposizione moderata dai terroristi in vista dello stop agli attacchi aerei da parte delle forze russe e siriane nella zona di Aleppo. Lo ha affermato l'ambasciatore russo all'Onu Vitaly Churkin. "Crediamo che in queste circostanze sia estremamente importante per gli Stati membri che influenzano i gruppi di opposizione ad Aleppo intensificare gli sforzi, per separare rapidamente tutte le forze di opposizione moderata dai terroristi. Abbiamo preparato una bozza di comunicato stampa e spero che sarà approvato dai membri del Consiglio" ha spiegato Churkin ai giornalisti. 

 La Russia intanto invita tutti i Paesi davvero impegnati a riportare la pace in Aleppo a votare contro il progetto di risoluzione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite sulla situazione nella città siriana. Lo ha detto l'inviato della Russia all'UNOG di Ginevra. "Ci appelliamo a tutti coloro che, nei fatti, non solo a parole, sono impegnati a riportare la pace ad Aleppo e in Siria, a votare contro il progetto di questa risoluzione," ha detto Alexey Borodavkin a RIA Novosti a proposito dell'ipotesi che il prossimo 21 ottobre possa essere adottata una risoluzione sul confluitto in Siria durante la sessione speciale dei lavori dell'Unhrc a Ginevra. "Si tratta di una trovata pubblicitaria controproducente. La risoluzione favorisce i terroristi asserragliati ad Aleppo che sono responsabili di innumerevoli crimini contro la popolazione civile accusando coloro che invece lottano contro questi criminali incalliti" ha aggiunto Borodavkin. 

Assad: bisogna liberare dai terroristi la città di Aleppo 

Il governo siriano ha bisogno di liberare la città di Aleppo dai terroristi per proteggere la popolazione locale. Lo ha affermato il presidente siriano Bashar Assad durante un'intervista con la televisione svizzera. "La nostra missione, secondo la Costituzione, secondo la legge, è che dobbiamo proteggere le persone, che dobbiamo cacciar via quei terroristi da Aleppo. Come possiamo proteggere la gente se è sotto il controllo dei terroristi? Sono stati uccisi da loro e sono stati controllati completamente dai terroristi. E' questo il nostro ruolo, sederci in disparte a guardare? Abbiamo bisogno di attaccare i terroristi, è evidente" ha detto Assad. 

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