L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 22 ottobre 2016

Autovelox sono strumenti per fare cassa e la sicurezza è un falso ideologico, a meno che non si portano i limiti di velocità adeguati alla realtà

Autovelox a Firenze, clamoroso: esposto in Procura per truffa

venerdì 21 ottobre 2016 ore 14:11 | Cronaca


Guerra di centimetri, i consumatori presentano un esposto alla Procura della Repubblica

"Abbiamo presentato un esposto alle Procure della Repubblica di Firenze e di Roma per verificare la sussistenza dei reati di truffa aggravata, falso in atto pubblico ed altri reati da parte del Comune di Firenze" rende noto Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc.

Prosegue lo scontro tra l'Associazione dei Consumatori e Palazzo Vecchio, non solo sulla velocità ma anche sui centimetri che separano l'occhio elettronico dalla sede stradale.
Nel ricorso per Cassazione contro una Sentenza del Tribunale di Firenze che dichiarava illegittimo l’autovelox, il Comune di Firenze "ha affermato che la banchina pavimentata a destra in Viale Etruria, elemento essenziale affinché tale strada possa ospitare un autovelox fisso senza la presenza dei vigili, è di mezzo metro. In realtà come sanno bene i cittadini fiorentini, quello spazio è sostanzialmente pari ad un palmo di mano" sostiene Aduc.

La tesi dell'Associazione di via Cavour. "Come sosteniamo da ormai diversi anni, confortati anche dalla stragrande maggioranza dei giudici di pace di Firenze e in parte dal Tribunale di Firenze (contro cui il Comune ha fatto ricorso per Cassazione), Viale Etruria non è una strada urbana di scorrimento, in quanto priva degli elementi essenziali previsti dal Codice della Strada per essere qualificata come tale. In particolare, in Viale Etruria (come anche negli altri Viali di circonvallazione) è sostanzialmente assente la banchina pavimentata a destra, uno spazio asfaltato che dovrebbe avere la funzione di proteggere lo “scorrimento” e allontanare gli ostacoli verticali (marciapiedi, pali della luce, alberi ecc.). Poiché nelle aree urbane, gli autovelox fissi possono essere installati esclusivamente sulle “strade di scorrimento”, ne consegue che l’autovelox di Viale Etruria è illegittimo. Come sono illegittimi tutti gli autovelox fissi posizionati sui Viali (Gramsci, Lavagnini, Matteotti). Sembra proprio che il Comune le provi tutte pur di continuare a fare raffiche di multe in automatico, invece di fare un controllo capillare del territorio attraverso la presenza dei vigili. Non a caso, mentre gli autovelox automatici continuano a fare centinaia di migliaia di multe (illegittime), il parcheggio selvaggio in Ztl e persino sulle aree pedonali (p.zza Santo Spirito, Carmine, ecc.) rimane impunito".

La Cassazione con la Sentenza n. 20068/2016 rinvia la decisione al Tribunale di Firenze, affermando che “occorre valutare le caratteristiche strutturali complessive della strada”. 
"A meno che il Comune non voglia nuovamente affermare il falso pur di avere ragione, siamo convinti che nessun giudice in buona fede possa definire banchina pavimentata a destra quella strisciolina residuale di asfalto accanto al marciapiede" conclude il vicepresidente Aduc.

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