L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 19 ottobre 2016

Banca Etruria - al centro del Sistema massonico-politico-mafioso Lorenzo Bini Smaghi e ChiantiBanca è la nuova protagonista di punta del Sistema Toscano

Camera dei deputati – 3-02305 Interrogazione a risposta orale presentata dall’On. Bianconi (MISTO) il 7 Giugno 2016.
BIANCONI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

il 17 novembre 2015 sotto la guida dei Commissari nominati dalla Banca d'Italia, Banca Etruria provvide alla cessione di una parte dei propri crediti in sofferenza per un montante di 284 milioni di euro, per un prezzo pari al 14,7 per cento del valore;

l'acquirente fu Fonspa e il negozio fu ed è oggetto di polemiche, denunce, campagne di stampa, sia per l'esiguità della valorizzazione, sia per le conseguenze sull'intera valorizzazione dei crediti in sofferenza, sia per altre questioni, non ultima quella relativa alla holding (TAGES) controllante Fonspa, di cui il dottor Lorenzo Bini Smaghi (già membro del board della Banca centrale europea) è consigliere d'amministrazione;

la société Générale, banca d'affari, di cui lo stesso dottor Bini Smaghi è presidente, è socia di ChiantiBanca;


ChiantiBanca, istituto di carattere territoriale, opera in Toscana e si è sottratta alla partecipazione alla holding dei crediti cooperativi, avendo, grazie all'incorporazione di altri piccoli istituti, usufruito della norma ad hoc prevista nel provvedimento emanato dal Governo Renzi che prevede l'esonero dalla partecipazione, sopra i 300 milioni di euro;


il 10 aprile 2016, sempre il dottor Lorenzo Bini Smaghi viene nominato anche Presidente di ChiantiBanca;

come egli stesso ebbe a dichiarare ai media, ChiantiBanca (già ricettrice del credito cooperativo fiorentino, in liquidazione di cui era presidente il senatore Denis Verdini), si pone, come banca di territorio, che punta a posizione dominante, baricentrica per lo sviluppo del sistema bancario e del credito in quella Toscana, di cui sono originari fra gli altri, il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro Maria Elena Boschi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti;
 Lo
La Société Générale, banca d'affari, di cui è presidente Lorenzo Bini Smaghi, era stata nominata da Banca d'Italia advisor della cessione di Banca Etruria, (cioè sceglierà l'acquirente) come si evince dall'invito a manifestazione di interesse del 19 gennaio 2016;

tale nomina fu giustificata anche «per assenza di conflitto di interessi»;

a questa ricostruzione va aggiunto che l'ipovalorizzazione al 14,7 per cento dei crediti ceduti a Fonspa, ha comportato la valutazione europea al 17,9 per cento del monte crediti in sofferenza;

questa valorizzazione ha comportato la perdita secca agli obbligazionisti subordinati di cui tanto si è parlato e il corrispondente risparmio per il sistema bancario (di cui si è parlato molto meno) di circa 800 milioni di euro;

va anche aggiunto che in questa specie di incastro il dottor Bini Smaghi, è presente ovunque: nella operazione della cessione dei crediti, nella ChiantiBanca, nel reperimento dell'acquirente di Banca Etruria, consigliere d'amministrazione, presidente advisor;

in sintesi, tutto il sistema e l'operazione ruota intorno alla persona Bini Smaghi, definito dalla stampa «economista di fiducia del Giglio Magico»;

se si valuta che la prima operazione (vendita sottocosto dei crediti) ha comportato riserva di provvista al sistema, utile per rilevare la posizione di advisor e risparmio di circa 800 milioni di euro, sempre a favore del sistema bancario e che il dottor Lorenzo Bini Smaghi è protagonista di questa operazione che rende possibile l'altra e cioè l'acquisizione a prezzo concorrenziale della posizione di advisor della Société Générale, banca d'affari, di cui Bini Smaghi è presidente, risulta complicato non rimanere perplessi di fronte all'assenza di «conflitto di interessi» dichiarata da Banca d'Italia al momento del conferimento dell'incarico di advisor a Société Générale, banca d'affari con la presidenza Bini Smaghi;

se poi si considera ancora che ChiantiBanca, di cui Société Générale è azionista e Bini Smaghi presidente, è naturalmente concorrenziale per territorio ed utenza a Banca Etruria, ancora più complicato per l'interrogante diviene trovare giustificata la dichiarata assenza di conflitto di interesse;

la semplice narrazione degli eventi e le perplessità che ne conseguono potranno essere oggetto di valutazione dell'ordine giudiziario, risultando da notizie di stampa e dai media, che sono stati inoltrati e esposti e denunce presso le competenti procure;

ma ciò non toglie che il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dei rapporti con il Parlamento, il Ministro dell'economia e delle finanze siano, a giudizio dell'interrogante, debitori di nutrite spiegazioni –:

se, anche alla luce delle verifiche di competenza in ordine all'efficacia del sistema dei controlli, e in relazione a quanto esposto in premessa, non si ritenga opportuno assumere iniziative normative per ottimizzare il sistema di vigilanza del credito;

se risponda a verità l'esistenza di una contiguità, se pur legittima, fra il Presidente del Consiglio, e/o il Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il parlamento e/o il Ministro dell'economia e delle finanze con il dottor Lorenzo Bini Smaghi, e in caso affermativo come tale contiguità abbia potuto rimanere estranea alle vicende di questa interrogazione. (3-02305)

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